lunedì 24 dicembre 2012

L'ABC DEL VIAGGIO, ALLA SAUDITA MANIERA



Ci ho messo una vita, lo so...mi scuso tantissimooooo con Gamberettarossa!! ma ce l'ho fatta, eccolo qui. Un’amica blogger (gamberettarossa.wordpress.com) mi ha invitata ad una specie di catena di Sant’Antonio, dove ognuno deve compilare il proprio ABC del Viaggio. Lei l’ha gia’ fatto e potete andare a leggerlo qui.
Siccome il mio non e’ esattamente un blog di viaggi, raccolgo volentieri l’invito ma lo interpreto alla mia maniera: l’ABC alla saudita maniera, appunto!
AUTOMOBILISTI: il vero rischio quotidiano qui e’ quello di essere coinvolti in un incidente stradale. Tutti (i maschi) guidano a qualsiasi eta’ (ho visto con i miei occhietti ragazzini di 12 anni alla guida! in piedi perche’ non arrivavano ai pedali!!!) e mica tutti quelli che si mettono alla guida hanno una regolare patente, magari l’hanno comprata! L’Arabia Saudita ha il piu’ alto numero di morti per incidente stradale di tutto il mondo ed e’ la prima causa di morte tra i giovani maschi dai 17 ai 36 anni. Un giornalista arabo ha dato la seguente spiegazione: “i problemi alla guida sono con i giovani. Ci sono infatti pochi posti dove i giovani possono divertirsi e i ragazzi di base fanno quello che vogliono.”. Poche regole e non rispettate. Guardate questa foto che ho fatto un venerdi mattina, appunto.
se nel baule ci sono ben 3 persone,
provate a indovinare quanti erano nell'abitacolo!!

BENZINA: il prezzo della benzina qui e’ sempre basso e non cambia mai, quindi quello che avevo scritto qui e’ ancora attuale. La cosa buffa e’ che il primo esportatore mondiale di petrolio deve importare la benzina! Pare che il consumo interno di benzina sia incrementato esponenzialmente a tal punto da doverla importare da paesi attrezzati alla raffinazione. Ma si stanno costruendo delle nuove raffinerie qui, per sopperire agli enormi consumi. Consumi che sono spropositati rispetto a quello dei paesi occidentali: qui http://www.azionetradizionale.com/2012/09/14/quando-il-capitalismo-fagocita-se-stesso/ un interessante articolo dal quale riporto solo un numero: i sauditi consumano 40 barili di petrolio l’anno pro capite, mentre in Italia 8,9. Il consumo se ne va quasi tutto in aria condizionata: per una volta la nota avversione degli italiani all’aria condizionata ci salva.
CAUSEWAY: altrimenti detta Freedom road...visto che e’ il ponte di 25km che unisce l’Arabia Saudita all’isola-stato del Bahrain. Quello che si vede nelle foto e’ l’isola artificiale dove si trova la frontiera: e’ una serie di 6 check point che si passano stando in auto, tipo caselli dell’autostrada. Attraversare la causeway e’ come fare un terno al lotto: ci puoi mettere mezz’ora cosi’ come 3 ore.
la Causeway dall'Arabia Saudita al Bahrain

DIABETE: piu’ che una malattia e’ una vera e propria epidemia. Lo stile di vita e’ sostanzialmente inattivo, la pigrizia domina (ammetto che le temperature non invogliano il movimento...) e l’alimentazione e’ ricca di schifezze grasse e zuccherose. Per i ragazzi il top e’ mangiare da McDonald’s, come da noi negli anni ’80... Il risultato sono l’obesita’ e il diabete diffusissimi.
E.....E NON MI VIENE NIENTE!
FREE STYLE PARKING: e’ lo stile di parcheggio di molti sauditi che non si rendono conto che parcheggiare nell’interrato di un supermercato non e’ proprio come farlo in mezzo al deserto, qui non ci sei solo te...ma vaglielo a spiegare?!?



GIOVANI: tanti quelli che vanno all’estero a studiare e che poi fanno una gran fatica a tornare: penso a quelli che dopo qualche anno negli USA, dopo che hanno ben mangiato e ben bevuto..., per molti di loro e’ una tortura ritornare qui. Alcuni cercano di stare fuori per lavoro il piu’ possibile e si portano dietro le mogli, facendole vivere in modo piu’ libero.
HUMMUS: e’ il mio cibo arabo preferito. In realta’ e’ un piatto tipicamente libanese, ma per estensione e’ considerato un tipico piatto mediorientale. Per chi non lo conoscesse, e’ una crema di ceci da mangiare col pane arabo piatto...لَذيذ
INTERNET: qui internet e’ censurato. Cio’ significa che se navighi su qualche sito vietato, compare questa schermata.

Il fatto e’ che compare anche quando cerchi cose del tutto innocue, ma che per i loro software sono troppo evocative di cose sconce! Questa schermata e’ comparsa cercando il sito del Superenalotto, perche’ anche le scommesse e il gioco sono severamente vietati. Diciamo anche che tempo fa si bloccava anche per "Rosanna la sarta"...mah...
LAVORO: moltissimi sauditi sono impiegati in uffici pubblici, questa e’ la strategia di welfare del paese e il modo che usano per redistribuire le ricchezze del petrolio. Ma ci sono anche moltissimi disoccupati, mantenuti dalle famiglie che per la maggior parte sono benestanti. Purtroppo le nuove generazioni sono cresciute nel benessere piu’ totale, circondati dagli immigrati che si occupano di qualsiasi incombenza, quindi cresciuti senza la coscienza di doversi guadagnare le cose o dover lavorare per ottenerle. Voglia di lavorare poca insomma... per ovviare a questo problema, hanno istituito l’obbligo per le compagnie private di avere delle % di dipendenti sauditi, ma so che molte di queste hanno problemi nel raggiungere queste %, perche’ un giorno vengono assunti e il giorno dopo non si presentano al lavoro...
MAIALE: quello che piu’ te lo vietano e piu’ ti piacerebbe mangiarlo! Poi in realta’ succede che ti abitui e quando ti capita di essere in Italia e ti trovi il prosciutto nel piatto scopri che non ti piace piu’ tanto e quasi quasi ti senti anche in colpa!
NEON: in Medio Oriente adorano le luci al neon. Negozi e case sono illuminati da lampadine al neon che sono veramente odiose. Con quella luce bianca e fredda che ingrigisce ogni cosa, gli ambienti sembrano sempre piu’ degli obitori.
OSPEDALI: visti i problemi di salute, di ospedali ce ne sono tantissimi. Gli standard sono elevati, tipicamente americani. C’e’ un ospedale qui che piu’ che un nosocomio sembra un grande magazzino: con soffitti in bambu’ e ambientazione tipo giungla. Servizio quasi impeccabile e mentre sei in sala d’attesa passa l’inserviente con il caffe’! Il personale e’ tantissimo ma ogni tanto capita di dover aspettare oltre il dovuto. Una volta ci e’ successo di dover aspettare a causa di un’emergenza capitata ad altri. Il manager del reparto e’ venuto personalmente a scusarsi, a stringere le mani e a ringraziare per aver capito la situazione e non aver fatto il diavolo a quattro, come i sauditi avrebbero fatto.
PREGHIERE: le 5 preghiere quotidiane scandiscono la giornata qui, dettano gli orari di tutte le altre attivita’. Durante le preghiere tutto si ferma, compresi i negozi che chiudono. Per ottimizzare i tempi e gli spostamenti da un negozio all’altro e’ quindi fondamentale sapere esattamente quando sono le preghiere che essendo legate alle fasi lunari, hanno un orario diverso ogni giorno. Ecco perche’ e’ fondamentale procurarsi uno di questi bigliettini da portafoglio:

QUILTING: attivita’ preferita dalle expat wives, me compresa. Importata dalle espatriate americane di Aramco, e’ praticata assiduamente. Ci sono vari gruppi che si trovano in alcuni compound per cucire insieme...come si dice qui: stitch&bitch, insomma si cuce ma si sparla anche a piu’ non posso...In fondo le comunita’ di espatriati sono come piccoli paesi, con pro e contro.
RISPARMI: difficile da immaginare che in un paese come questo dove le donne sono invisibili, dove anche per aprire un conto corrente devono avere l’avallo del tutore maschio (marito o padre), ma pare che la maggior parte dei depositi bancari siano intestati a donne! Ma visto che le donne non possono trattare direttamente con maschi, le banche hanno delle Ladies Branch con personale femminile!
SPIAGGIA: i sauditi l’adorano, ma il loro concetto di spiaggia non ha niente a che vedere con il nostro: qui il venerdi le spiagge si riempiono di auto (tanto che la polizia di solito deve essere presente per dirigere il traffico), perche’ grazie alla loro proverbiale pigrizia, loro all’acqua ci vogliono arrivare con l’auto, mica vogliono camminare! Tanto poi in acqua non ci entra nessuno: semplicemente aprono le porte delle auto e si siedono per terra per il pic nic.
TEMPERATURA: qui non si scherza...quando fa caldo e' caldo davvero!!
la foto e' ai 50 gradi,
il massimo che ho visto io e' stato di 52!!

UOVA: perche’ qui la data di scadenza delle uova e’ 3 mesi dopo quella di deposizione mentre in Italia e’ solo di 1 mese?? perche’ se vuoi che la gallina non sia cannibale, devi cercare le uova da galline vegetariane, come natura comanda?? non avro’ mai risposta...
uova da galline veg fed

VICINI DI CASA: vi ho gia’ raccontato com’e’ fatto un compound qui, ma quello che vi manca di sapere e’ l’aria che tira qui dentro... Quando metti insieme 1.000 persone, le fai vivere insieme in un posto ben servito ma pur sempre recintato, si ricrea un piccolo mondo, con gli stessi pregi e difetti di quello grande. E quindi i pettegolezzi di un piccolo paese: ci sono le corna che l’istruttrice di ginnastica ha fatto al marito e che ha cercato di smentire via facebook, c’e’ quello che prima che la moglie si trasferisse qui con lui si e’ fatto la tipa dell’altro compound, si si la stessa che adesso sta con quello che ha appena divorziato, poi c’e’ quello che e’ andato con quella che sta per sposare il compagno di bisboccia del fine settimana. Ma questa e’ robetta da niente...pare che nella fioriera davanti ad una certa villa si svolga il giochino del lasciare le chiavi di casa propria e prenderne un paio qualsiasi (con le chiavi si cede anche la moglie), poi c’e’ l’insegnante gay che il week end si rintana in casa con l’amico filippino...poi c’e’ quella che si e’ rifatta le tette (e vabbe’ capirai...) ma c’e’ anche quella che dichiara ai quattro venti di aver provveduto al “design vagina” (letta all’inglese, "vagiaina", e’ esilarante)...insomma un piccolo paese, con corna e commari che commentano...
WASTA: e’ il sistema attorno al quale gira tutto, la legge del “lei non sa chi sono io”, quindi ovunque ci sia un ordine di arrivo (che sia una visita medica o un posto di lavoro) c’e’ un’ammucchiata di gente che vuole passare davanti ad altri, ognuno affermando il proprio diritto di prelazione...
ZAMIL: e’ uno dei negozi preferiti delle expat, tre piani di prodotti di ogni genere e sorta per ogni attivita’ creativa, quilting compreso. Quindi colori, tessuti, polistirolo, carte colorate, passamanerie...non ho mai visto un negozio cosi’ fornito, veramente trovi di tutto. E poi e’ uno di quei negozi che ti lascia dentro anche quando c’e’ la preghiera! (questo e’ il genere di notizia che ci scambiamo sui vari negozi).

مَعَ رأيكُم؟

domenica 23 dicembre 2012

IN ITALI'

Finalmente sono tornata in Saudi... Giusto giusto prima di Natale, anche se l'atmosfera qui non si sente per niente!
In Italia spesso mi capita di rispondere alle domande di chi e' curioso di questa esperienza. Ecco le domande più frequenti: anche le risposte sono sempre le stesse e infatti...

Fatta la domanda,
identifico il file per la risposta,
schiaccio Play.

Ma ti trovi bene, laggiu'?
La risposta e': SI!!! Su questo devo rispondere chiara.
E' vero che nei miei racconti, di persona o qui sul blog, le particolarita' che emergono di questo paese non sono confortanti. Tutte le restrizioni (per le donne soprattutto), le strane e pericolose abitudini, la mancanza di regole... sono tutti aspetti che spaventano chi li sente raccontare. E pensano che sia una tortura stare qui.
Be', voglio sfatare questa cosa, almeno per quello che ci riguarda.
Generalmente qui gli expat stanno bene (a parte quelli che scappano nottetempo, ogni tanto capita) e ci sono molti vantaggi dal vivere qui. Le condizioni difficili comportano che le compagnie vogliano compensarle con altri benefici. Ma poi, non e' mica cosi' facile vivere in Italia eh...

Ma non ti annoi?
Questa e' un'altra domanda che mi viene spesso posta. E mi dispiace che la maggior parte di quelli che me lo chiedono siano donne. Mi dispiace perchè sembra che quelle della mia generazione abbiano subito il lavaggio del cervello, convinte che la realizzazione personale passi solo dall'ammazzarsi di lavoro, dall'abilità di incastrare professione e famiglia, dal lavorare il doppio per ottenere la metà degli uomini... Anche io mi sono sobbarcata ore e ore di lavoro per anni, io ci credevo, nella soddisfazione professionale. Ma io ora sono felice cosi'. Ho un sacco di tempo libero che riempio a mio piacimento. E di interessi da seguire ne ho un sacco.
Insomma, no, io qui non mi annoio. E il mio ufficio proprio non mi manca.

Ah, ma allora sei a Dubai, figata!
No, non ci siamo. Guardare il mappamondo, please. Dubai e' solo a un'ora di volo ma e' lontano anni luce a proposito di cultura del paese. L'ho gia' detto altre volte, ma finche' non si prova non si puo' capire come il passare la frontiera per entrare in Saudi sia come fare un viaggio indietro nel tempo!
La confusione geografica e' molto comune, ma non possiamo farne una colpa a nessuno. Quando ho messo piede per la prima volta in Medio Oriente, in Oman, era il 2007 e ho dovuto studiare per bene la carta geografica prima di capire dove stavo andando.

Ma cosa mangiate la'? Trovate le nostre cose?
Questa non e' frequente, ma capita. Io ci tengo a mangiare alla nostra maniera. Non per provincialismo, non sono di quelli che quando sono in vacanza in posti strani cercano la pasta, a me piace provare il cibo locale. Ma io ci vivo qui, e il mio intestino è nato e cresciuto con la cucina mediterranea. Io il curry di beef piccante come il diavolo o riso e pollo non posso proprio mangiarli tutti i giorni... Tutto sommato qui si trova quasi tutto (maiale e alcool a parte, ovvio! "oddio il prosciutto crudo.................."), alcuni prodotti italiani sono importati dall'Italia (quando va bene) o direttamente dagli Stati Uniti (quando va male, ma e' la maggior parte dei casi). Avete presente quei prodotti che fanno vedere a Striscia la Notizia come tarocchi made in Italy ma fatti negli USA??? Ecco, qui li trovi tutti, ma proprio gli stessi marchi!!! Purtroppo la globalizzazione ha fatto si' che anche veri marchi italiani si siano imbastarditi e in realta' spaccino per il mondo prodotti che di italiano non hanno proprio niente. Ad esempio trovi i Garlic Ravioli della Buitoni, made in USA!! Orrore...
Si trova anche l'Illy Caffe', quello vero: il prossimo passo evolutivo sarà di imparare quanto lungo debba essere un caffe' espresso...



giuro che non ci sono aggiunte,
ma mi e' stato servito proprio cosi'!!



Finito il nastro.
Stop.




martedì 4 dicembre 2012

Doveva succedere, prima o poi...il Mutawa

Non mi era ancora capitato, ammetto, anche se me ne avevano parlato.
Qualche settimana fa io e M. passeggiavamo nel mall. Io con il solito sguardo fisso all'orizzonte, per due motivi: 1 è inopportuno incrociare lo sguardo di altri, 2 evito di realizzare che un manipolo di jinglee mi ha piantato gli occhi addosso. Non sono certo Belen, ma loro lo fanno con tutte quelle che hanno la testa scoperta. E infatti il problema era proprio la testa scoperta.
Assorta in altri pensieri, capto solo una frase di un arabo che incrocia la nosta strada: "excuse me Madam...", M. mi dice che ce l'ha con me. Il resto della frase era: "cover your head! cover your head!". Eccolo, il Mutawa. Mi giro per cercarlo con lo sguardo e lo becco subito: con il thobe molto corto in caviglia (tipo acqua alta in casa) e il ghutra (il fazzolettone a quadretti rossi) indossato senza l'aghal (il cordone nero tipo coroncina).
Bhè, meno male che non l'ho sentito..altrimenti non so cosa avrei risposto.. L'ultimo dei miei pensieri é andare a discutere o a convicerli dei miei diritti o delle mie credenze...ma è pur vero non sono proprio un tipo remissivo ed è stato meglio così. Chissà invece cosa ha pensato lui: alla fine, poveretto, lui ci ha provato e io l'ho ignorato bellamente!
I Mutawa sono conosciuti come la polizia religiosa, sono incaricati dal Ministero della Promozione della Virtù e della Prevenzione del Vizio di far rispettare le leggi della Sharia. Sono quelli che controllano che non bevi o mangi o fumi durante Ramadan, quelli che controllano che chiudi il negozio durante la preghiera, quelli che controllano che non vengano scambiati regali di San Valentino, quelli che fanno colorare di nero le braccia delle donne sui giornali, quelli che appunto controllano che venga rispettato il dress code islamico. Certo noi occidentali non siamo obbligate ad indossare il velo, solo l'abaya, ma non è facile spiegarglielo. Alcuni di loro sono ex galeotti che, avendo imparato a memoria il Corano, hanno ottenuto la riduzione della pena e vengono assunti per questo lavoro.
Converrà che io ci pensi un pò su questo avvenimento, tanto per essere preparata su come reagire per quando succederà ancora. Perchè succederà.

domenica 4 novembre 2012

ZAINETTO

Non che quello dell'Uomo Ragno o di SpongeBob siano belli, ma penso che questo zainetto sia una delle cose piu' orrende che io abbia mai visto. Era in vendita, al souq di Dammam.
Che esista qualcuno col coraggio di pagare per averlo?







venerdì 2 novembre 2012

LA MIA DUBAI

Vista sui due famosi hotel di Jumeirah Beach:
il Burj al-Arab (sin) e il Jumeirah Beach Hotel (dx)


A Dubai ci siamo stati diverse volte e ormai ogni volta che ci torno e' per vedere le cose che piu' mi piacciono e per cercare quello che in Sandbox non trovo.

L'ultima volta a Dubai e' stata qualche weekend fa, M. giocava al torneo di golf della compagnia, io invece, tanto per evitare figure barbine in campo, ho optato per un giretto con amica G. che a Dubai non c'era mai stata.
Il tempo a disposizione era proprio poco, quindi abbiamo fatto un giro multi-tappa mettendo insieme i posti che vanno visti e quelli miei preferiti.



GOLD SOUQ


Giusto due gioiellini...



Il Gold Souq di Dubai: e' il piu' grande del Middle East, quello dove le famiglie indiane vanno ad acquistare i gioielli per la dote della figlia ma anche quello dove si approvvigionano i gioiellieri di altre citta' del Golfo. Gioielli a parte, questo posto e' noto perche' si trovano orologi taroccati e borse firmate false. Passeggiando nel quartiere, non passa un minuto senza avere un indiano sul collo che ti chiede di andare a vedere la mercanzia... Bisogna avere la calma giusta per ignorarli e andare per la propria strada, a meno che non vogliate provare l'esperienza! In altre occasioni noi li abbiamo seguiti. Ti portano nelle stradine appena dietro i negozi del souq, sali le scale di palazzi un po' in disgrazia e raggiungi i locali della vendita. Si perche' l'attivita' e' ufficialmente vietata e, dato l'atteggiamento guardingo e visto come questi loculi sono nascosti, presumo che ci siano anche dei controlli. Ma tant'e', l'attivita' continua. Il "negozio" e' di solito ricavato dietro a finte pareti o in angoli di pianerottoli murati, ne ricordo uno grande 1,5mx1,5m, dotato di ben due porte blindate e di un condizionatore: dopo 3 minuti ho avuto un attacco claustrofobico!
Allora, se volete comprare, dovete dotarvi di tanto tempo e grande pazienza; scegliete l'oggetto che volete e contrattate fino allo sfinimento. Tenete presente che non gli piace avere gente nel bugigattolo per troppo tempo, hanno paura, quindi spesso e' loro interesse chiudere in fretta l'affare. Ne vale la pena?? Eh....mica facile dirlo a priori; va un po' a culo, come tutto nella vita. Io ho comprato un orologio per circa 30 euro che e' durato 3 anni senza perdere un colpo! Ed era perfetto: ricordo il mio maestro di golf che si complimento' con me per il mio orologio (lui, quello avvezzo agli oggetti preziosi..), hihi!! Poi improvvisamente e' morto. L'orologio, intendo. Ma ormai era completamente ammortizzato.

il Creek: ancora oggi e' un importante porto commerciale




TOWN CENTRE MALL (Jumeirah)


Nessun turista che va a Dubai andra' mai in questo mall, infatti direi che e' piu' dedicato ai residenti. Ma io l'ho scovato e una capatina la faccio sempre. E' un piccolo mall dove si trovano un paio dei miei negozi preferiti: Craftland e Little Luxuries. Craftland e' un negozio di materiali per quilting e cucito, hanno un sacco di bei tessuti e attrezzature varie: roba da expat wives, certo. Little Luxuries e' invece un negozio di oggetti per la casa, stile country chic, o shabby chic o quello che volete, comunque e' uno di quei negozi dove compreresti tutto, roba da mondo delle fiabe. Sempre nel mall c'e' un grande negozio con tutto l'occorrente per lo scrapbook, non sono un'appassionata, ma anche solo fare un giro nel negozio vale la pena.



DUBAI MALL


un esagerato candy-shop al Dubai Mall

E vabbe', qui sfondo una porta aperta...questo e' il mall per eccellenza, quello dove i turisti con l'adesivo della crociera sul bavero, vengono scaricati in massa e ripresi alcune ore dopo. Il mall e' enorme, c'e' veramente di tutto e di piu', ma a me il negozio che piace di piu' e' la libreria Kinokuniya. Per chi ama i libri, questo e' il paradiso: e' immensa e l'assortimento e' infinito, con libri su qualsiasi argomento e interesse possiate avere. Veramente un posto dove passare ore e ore e ore...

il Dubai Mall e le fontane viste dal Burj Khalifa
(so che sembra tutto finto, ma giuro che e' vero e la foto l'ho fatta io)




SOUQ MADINAT


il Burj al-Arab visto dal Souq Madinat

Questo e' il posto che piu' mi piace per cenare. Questo souq e' di fatto un piccolo agglomerato di negozi (tutto nuovo) dentro ad una struttura chiusa ma in stile piu' tradizionale che moderno, subito all'esterno c'e' un canale lungo il quale si affiancano diversi ristoranti. Trovo davvero piacevole cenare qui, l'atmosfera e' gradevole, grazie all'illuminazione discreta e al fatto che si trova proprio sotto al Burj al-Arab, il famoso hotel a forma di vela a 700.000 stelle.











MALL OF THE EMIRATES


cappotto termico sopra l'abaya a Ski Dubai


soffitto di plastica e luci al neon sopra la seggiovia e pista da sci
a Ski Dubai

















Altro mall famosissimo di Dubai che, oltre al solito stuolo dei soliti negozi, ha al suo interno Ski Dubai: una vera pista da sci, con la neve vera, costruita indoor!  Tra i caffe' che hanno la vista sulla vetrata della pista, ce n'e' uno che ripropone l'interno di uno chalet svizzero, con tanto di poltrone in pelle e caminetto: ovviamente il fuoco non e' vero ma si tratta di un dvd su una televisione! Va bene, e' kitsch anche questo, ma e' veramente divertente.

Si puo' dire quello che si vuole, che sia tutto una tamarrata o che sia ingegnoso, comunque la pensiate...

Dubai e' sempre Dubai.



lunedì 15 ottobre 2012

RISCHI DA ABAYA

Indossare l'abaya e' un rischio.
Non solo perche' con la maschera sul viso non ci vedi una mazza (io l'ho comprata e l'ho provata: giuro che non vedi dove metti i piedi...), o perche' la mancanza assoluta di sole blocca la produzione di vitamina D (che per le donne significa un sacco di seri problemi di salute), ma anche perche' quando sali su una scala mobile, lo strascico delle abaya si puo' incastrare nei meccanismi!
Certo non gliene frega niente a nessuno qui, tranne che ai negozi che la scala mobile ce l'hanno.





lunedì 8 ottobre 2012

PUNIZIONI

Questa ve la racconto cosi' come l'hanno raccontata a me.
La fonte e' la Madam della storia, che risale a un paio d'anni fa.
Ghias e' il suo houseboy, ed e' del Bangladesh, ovviamente.

Un giorno Ghias si presenta un po' ciancicato e spiega cosi' a Madam e a Boss che cosa e' successo.
Ghias e' in Arabia Saudita tramite uno sponsor saudita e quindi non vive negli alloggi dello staff di un compound, ma in una di quelle palazzine fatiscenti che si trovano downtown, insieme ad altri jinglee.
Un giorno succede che uno di questi viene ucciso (evento piuttosto raro qui, dove la criminalita' da strada praticamente non esiste).
La prima cosa che la polizia fa, e' arrestare preventivamente tutti gli inquilini del palazzo dove viveva; così, tanto per non sbagliare. In attesa di fare ulteriori indagini.
Dalle immagini delle telecamere del bancomat, viene fuori che il colpevole era un saudita che, furbissimo, aveva commesso il delitto con il profilo migliore a favore di telecamera.
Nel frattempo pero', le indagini sui jinglee arrestati procedevano, senza troppi convenevoli.
Non sappiamo cos'altro abbiano trovato, ma Ghias e' andato nei guai.

G: "Madam, avevo nel cassetto delle foto di donne occidentali.....ma giuro, non erano nude!"
M: (pensa) "oddio, vuoi vedere che magari c'ero anche io...magari me le ha fatte di nascosto mentre passava l'aspirapolvere.."
Sta di fatto che e' stato condannato a 60 frustate, dal tribunale religioso. Perche' qui, a parte questioni amministrative di poco conto, questi sono i tribunali, quelli sharaitici. Non esistono avvocati. Non esiste un codice del diritto. Niente.

Gli e' stato ritirato l'Iqama, quindi per riavere i documenti deve presentarsi da solo per farsi eseguire la condanna.
E allora Ghias e' andato: e' un posto in una zona periferica della citta', quello dove vengono eseguite le condanne. Dice che quelle minori vengono eseguite all'interno; quelle piu' pesanti (compresa la pena di morte, rara oggigiorno, per fortuna) vengono eseguite all'esterno, cosicche' tutti possano vedere e trarre la propria morale.
Dice che le frustate, al momento, quasi non si sentono. Eh si, il boia e' uno di mestiere, sa farlo bene; usa una sorta di bacchetta piatta, molto elastica; e' velocissimo, dice, che neanche la vedi. E a contare fino a 60 non ci vuole molto.

G: "Madam, Boss, volete vedere?" e si toglie la camicia.
La schiena e' tutta livida e gonfia, sembra di vedere ogni singola bacchettata distintamente, come delle incisioni.
E' dolore adesso, molto dolore. Ma passera'. Si sgonfiera' e non fara' piu' male.
Intanto adesso e' finita. E ha di nuovo il suo Iqama. Ha pagato la sua colpa. Di avere delle foto di donne occidentali nel cassetto.


mercoledì 3 ottobre 2012

AL-IKEA



Questa foto ha fatto il giro del web in questi giorni; per quelli che non l'hanno vista, non è un giochino del tipo "trova la differenza", è il catalogo Ikea nella versione saudita vs la versione per il resto del mondo. In quella saudita l'immagine della donna è scomparsa..avevate dubbi?!?
Ho visto un rilancio di questa notizia, dove viene associata alla ginofobia. Mi pare azzeccato.
D'altronde ormai qui non ci stupiamo più di niente e l'eliminazione di una foto è ben poca cosa rispetto a tutto il resto..forse da Ikea, che viene da un mondo dove le pari opportunita' esistono, ci si aspettava di più. Ma no..alla fine business is business e anche se Ikea ha cambiato molto mondo, qui non basta.

Abbiamo un'Ikea qui e ovviamente ho da dire la mia.

per chi legge l'arabo: la scritta e' traslitterata dalla pronuncia inglese: aikia!


Ho sempre pensato all'Ikea come ad un mondo perfettamente organizzato, con avanzati modelli di supply chain, ad un sistema perfettamente integrato dal cliente finale fino a risalire alla produzione, attraverso una logistica d'avanguardia. Un meccanismo perfetto insomma, basato sulla standardizzazione dei processi.
Ma standard e Saudi non sono compatibili. Quindi non per Ikea in Saudi. Si perchè entri nel megastore e giri tra i corridoi, e potresti essere in una qualsiasi Ikea del mondo: percorso identico, esposizioni identiche..insomma se ti distrai un attimo non sai se sei a San Giuliano Milanese o a Dhahran! I commessi, tutti maschi tranne qualche cassiera femmina, sono addestrati secondo gli standard, quindi molto gentili e disponibili, anche se come al solito da queste parti, hanno sempre un pò quell'aria di chi è appena sceso dal pero...
Insomma sembra tutto a posto: ti fai il giretto, guardi la bella esposizione, fai il disegnino e compili la listina delle cose che vuoi e...quando vai a cercare negli scaffali del magazzino....se ti va bene la merce è in un luogo diverso da quello dove dovrebbe essere (praticamente il lavoro di stuoli di consulenti di supply chain se ne va a farsi benedire!) se invece va male, ma che è quasi la regola, il prodotto è terminato! Ma nooooo!!! Ho passato tutto il pomeriggio al computer con quel bel programmino online col quale ti disegni la stanza, poi lui ti stampa direttamente la lista dei codici e...e non è servito a un cacchio.
Ok, chiediamo quando è previsto il rifornimento, ma, lasciate ogni speranza o voi che vivete in Arabia Saudita, la risposta è quella classica:
"mmm...maybe 10 or 30 days, inshallah"
Sara' mica la foto del catalogo il problema?

lunedì 1 ottobre 2012

GITA A DOHA - QATAR


Il 23 settembre si e' festeggiato il National Day in Arabia Saudita, cioe' l‘80esimo anno dalla fondazione del Regno. Nel nostro calendario (qui il week-end e’ di giovedi e venerdi) c’era un bel ponte e puf! e’ stato regalato un giorno di ferie a tutti!
Noi ne abbiamo approfittato e siamo andati in gita a Doha, Qatar.
Ci siamo andati in auto, sono circa 450km di strada in mezzo al deserto, che ci piace sempre.

Cartello al bivio tra 3 diversi stati del Golfo

 Conosco Doha, ci siamo gia’ stati e ci piace molto, e’ un bel mix tra tradizione e modernita’, e’ proprio una bella citta’ da vivere, forse e’ la mia preferita tra le grandi citta’ del Golfo.


Islamic Cultural Centre
SOUQ WAQIF
Uno dei posti piu’ piacevoli di Doha e’ Souq Waqif: e’ una zona pedonale completamente ricostruita che ripropone il souq del XIX secolo. In questa zona si trovano tanti negozietti tipici del souq, oggetti d’antiquariato, ristoranti e bar. In tutti i locali lungo la passeggiata si puo’ fumare la shisha e spesso si vedono anche gruppi di sole donne ferme a fumare. Sia vestite all’occidentale che vestite con l’abaya. Questo mi piace di Doha: l’amalgama dei diversi stili di vita!






Qui l’atmosfera e’ decisamente piu’ rilassata che in Saudi e infatti ho potuto fare un po’ di foto senza dovermi nascondere, e senza rischiare di passare dei brutti cinque minuti!

concerto a Souq Waqif
Al Souq quella sera c’era un concerto di musica all’aperto, in Saudi una cosa del genere non e’ immaginabile! la musica non e’ considerata un’attivita’ consona.. In questa foto invece si vede che le credenze e la musica possono convivere: in secondo piano, vestiti con il thobe, i concertisti e in primo piano, completamente velate di nero, le donne che assistono al concerto in un’area a loro riservata. Facile no?







MUSEUM OF ISLAMIC ART
Un altro posto che mi piace da matti e’ il Museum of Islamic Art.
Museum of Islamic Art - Doha

E’ costruito su un promontorio costruito appositamente, fatto di sabbia di riporto. E' bellissimo! e forse la struttura e’ addirittura piu’ ammirabile del contenuto.











Queste sono alcune foto della struttura interna del museo.
interno Museum Islamic Art
scalinata Museum Islamic Art






vetrata del Museo sulla baia di Doha

Alla base di questa splendida vetrata, che poi sono i tavolini che si vedono nella foto, c’e’ un bar molto carino, oltre che carissimo! Evidentemente devono recuperare il fatto che l’ingresso al museo e’ gratuito, ma ne vale davvero la pena!

VILLAGGIO MALL
Sono un’appassionata di Mall, e come non esserlo nel Middle East?? Intanto perche’ c’e’ poco altro da vedere e poi perche’ e’ un altro modo di comprendere lo stile di vita locale. In fondo lo shopping e' la loro attivita' preferita e quando fuori ci sono 50 gradi...nei mall si sta belli al fresco!
Questo e’ il nuovissimo Villaggio Mall, veramente kitsch!
Guardate questa, cosa vi ricorda?
ingresso Villaggio Mall

No, non e’ lo stadio di San Siro a Milano, ma e’ l’ingresso del Mall!! Probabilmente il richiamo e’ che e' stato costruito in Sports City, dove c'e' lo stadio e altre strutture sportive, oltre che a questo hotel, The Torch, che appunto e’ costruito a forma di torcia olimpica (per gli Asian Games del 2006).
The Torch

Per non farsi mancare niente, l’interno del mall e’ una piccola Venezia, con tanto di canali e gondole.
interno Villaggio Mall

E per finire, un grazioso paio di scarpe..
discreto paio di scarpe in vetrina

Bene, ho finito di raccontarvi la nostra Doha, e certo non e' il percorso tradizionale di un turista!
Si torna nella Sandbox, dove tutto e’ piu’.. basic diciamo.. ma diciamo pure sgrausissimo! Al passaggio della frontiera sembra di fare un viaggio nel tempo, ogni volta che la passiamo via terra, non ci capacitiamo come sia possibile che il mondo sia cosi' diverso a distanza di pochi metri...
Il primo esempio che ti si staglia davanti: tra i due controlli passaporti, quello del Qatar e quello saudita, c'e' circa 1km di terra di nessuno, ma si vede chiaramente dove finisce un paese ed inizia l’altro, dall’asfalto! Sgangherato e pieno di buche fino a Saudi e liscio come una pista da bowling in Qatar.
Welcome back to the Magic Kingdom!






mercoledì 19 settembre 2012

PROFESSIONI DA MIDDLE EAST

Due addendi:
1. costo del lavoro bassissimo
2. Vöia de laurà saltum adoss (tradotto per i non lombardi: voglia di lavorare, saltami addosso)

Risultato: professioni improbabili, per immigrati poco esigenti.

Qui sono i 6 milioni di immigrati asiatici quelli che lavorano davvero, anche lavori che noi non ci immaginiamo neanche. Si perche' l'indolenza e' dilagante da queste parti, se potessero si farebbero anche trasportare a braccia, per non dover camminare.

Negli uffici e' di gran moda il Tea Boy, che di mestiere gira tra le scrivanie con un vassoio in mano, distribuendo te', caffe' e datteri a quelli che fanno finta di fare un lavoro di concetto.

E anche al supermercato uno stuolo di persone si preoccupa di alleggerirti il compito: il "May I help you?" boy insacchetta tutto e poi ti affida al Trolley boy, che ti spinge il carrello e carica i sacchetti in macchina.

Trolley Boy
Sono dipendenti del supermercato ma si meritano sempre una mancia, perche' si parla di stipendi veramente infimi.

Quasi tutte le famiglie saudite poi hanno del personale di servizio fisso in casa: di solito hanno la maid che si occupa delle faccende della casa, una nanny che si occupa dei bambini (tenete presente che il numero ideale di figli per un saudita e' 5!), un driver a disposizione delle donne che qui non possono guidare.

Avrete ormai capito che qui queste persone non sono trattate molto bene, ma nonostante tutto, questo paese resta una meta ambita per la facilita' con cui riescono a trovare lavoro. 

Le famiglie si rivolgono a delle agenzie intermediarie per reclutare il personale di servizio e devono pagare una cifra una tantum dai 2000 ai 4000 euro, di cui circa 1000 va alla persona reclutata, mentre poi pagano stipendi di 150-200 euro una maid e 260 un driver. Visto l'investimento iniziale, spesso trattengono il passaporto di queste persone, che di fatto sono prigionieri, o trattengono una parte (se non tutto!) lo stipendio, per impedire che fuggano!
E succede spesso che queste ragazze scappino, perche' non e' raro, purtroppo, che le violenze siano anche fisiche, da parte dei maschi della famiglia ma anche da parte delle donne, che hanno la sberla facile. Sembra addirittura che le Ambasciate di questi paesi abbandonino al loro destino questi casi, perche' sono troppi e ingestibili per loro.

Io ogni volta che sento queste cose ringrazio di non essere nata nella parte sbagliata del mondo.

Ah, i numeri non me li sono inventati, li ho letti su Arab News.


اَلسَّلامُ عَلَيْكُمْ



domenica 16 settembre 2012

LATTE DI CAMMELLO

la bottiglia del latte di cammello:
il lato in arabo
la bottiglia del latte di cammello:
il lato in inglese





















L'ho cercato tanto e alla fine l'ho trovato: il latte di cammello!
Non doveva essere così difficile trovarlo, visto che siamo nella terra dei cammelli, eppure al supermercato non lo vendono. Un collega arabo di M. ci ha dato la dritta e siamo andati apposta a cercarlo in un negozio di prodotti organici in un nuovo quartiere della citta'.

Si, perche' qui non e' cosi' facile trovare informazioni su quello che c'e', sui negozi; quando faccio le ricerche in internet vanno tutte a vuoto, non si trova niente. L'unico modo e'  affidarsi al passaparola. D'altronde i negozi aprono e chiudono abbastanza facilmente, non ci sono grandi regole. Un arabo ci ha raccontato che se vuoi aprire un negozio in teoria dovresti pagare una tassa, ma (parola di negoziante) se possono non la pagano: preferiscono sobbarcarsi un'eventuale multa se dovessero essere beccati, anziche' mettersi in regola fin dall'inizio. Certo che se si tratta di una catena internazionale o di un negozio in un centro commerciale, penso sia piu' difficile non pagare sta benedetta tassa; ma se si tratta di un negozio downtown, basta prendere in affitto i locali, mettere dentro un po' di merce e gli scaffali, un indiano che parli un po' di inglese, che paghi 250 euro al mese, e sei un businessman! Titolo molto ambito dai sauditi.

Vabbe', tornando al latte di cammello, non potevo non provarlo!
Purtroppo quando l'ho assaggiato mi e' passato tutto l'entusiasmo...
Avete presente quel sapore di quando mangiate un formaggio di capra? quando dici: questo sa proprio di capra...
Ecco, questo sa proprio di cammello. Insomma, ormai anche noi di cammelli ce ne intendiamo! siamo stati in qualche camel market e gli odori ormai li conosciamo...
E questo, lo assaggi e non hai dubbi, e' proprio di cammella.
Ho letto che una buona idea per consumarlo e' farlo intiepidire e aggiungere zafferano, cardamomo (profumatissimo, viene normalmente usato per il gawa, il caffe' arabo) e zucchero, ma io non ce l'ho fatta. L'ho lasciato scadere in frigo. Mai piu'.