lunedì 8 ottobre 2012

PUNIZIONI

Questa ve la racconto cosi' come l'hanno raccontata a me.
La fonte e' la Madam della storia, che risale a un paio d'anni fa.
Ghias e' il suo houseboy, ed e' del Bangladesh, ovviamente.

Un giorno Ghias si presenta un po' ciancicato e spiega cosi' a Madam e a Boss che cosa e' successo.
Ghias e' in Arabia Saudita tramite uno sponsor saudita e quindi non vive negli alloggi dello staff di un compound, ma in una di quelle palazzine fatiscenti che si trovano downtown, insieme ad altri jinglee.
Un giorno succede che uno di questi viene ucciso (evento piuttosto raro qui, dove la criminalita' da strada praticamente non esiste).
La prima cosa che la polizia fa, e' arrestare preventivamente tutti gli inquilini del palazzo dove viveva; così, tanto per non sbagliare. In attesa di fare ulteriori indagini.
Dalle immagini delle telecamere del bancomat, viene fuori che il colpevole era un saudita che, furbissimo, aveva commesso il delitto con il profilo migliore a favore di telecamera.
Nel frattempo pero', le indagini sui jinglee arrestati procedevano, senza troppi convenevoli.
Non sappiamo cos'altro abbiano trovato, ma Ghias e' andato nei guai.

G: "Madam, avevo nel cassetto delle foto di donne occidentali.....ma giuro, non erano nude!"
M: (pensa) "oddio, vuoi vedere che magari c'ero anche io...magari me le ha fatte di nascosto mentre passava l'aspirapolvere.."
Sta di fatto che e' stato condannato a 60 frustate, dal tribunale religioso. Perche' qui, a parte questioni amministrative di poco conto, questi sono i tribunali, quelli sharaitici. Non esistono avvocati. Non esiste un codice del diritto. Niente.

Gli e' stato ritirato l'Iqama, quindi per riavere i documenti deve presentarsi da solo per farsi eseguire la condanna.
E allora Ghias e' andato: e' un posto in una zona periferica della citta', quello dove vengono eseguite le condanne. Dice che quelle minori vengono eseguite all'interno; quelle piu' pesanti (compresa la pena di morte, rara oggigiorno, per fortuna) vengono eseguite all'esterno, cosicche' tutti possano vedere e trarre la propria morale.
Dice che le frustate, al momento, quasi non si sentono. Eh si, il boia e' uno di mestiere, sa farlo bene; usa una sorta di bacchetta piatta, molto elastica; e' velocissimo, dice, che neanche la vedi. E a contare fino a 60 non ci vuole molto.

G: "Madam, Boss, volete vedere?" e si toglie la camicia.
La schiena e' tutta livida e gonfia, sembra di vedere ogni singola bacchettata distintamente, come delle incisioni.
E' dolore adesso, molto dolore. Ma passera'. Si sgonfiera' e non fara' piu' male.
Intanto adesso e' finita. E ha di nuovo il suo Iqama. Ha pagato la sua colpa. Di avere delle foto di donne occidentali nel cassetto.


3 commenti:

AZ ha detto...

Una parola: barbari. Anzi due: barbari e ipocriti (ipocriti lo aggiungo per includere i "turisti" sauditi in visita nel Sultanato che, ubriachi in discoteca, non mancano mai di chiedermi "Quanto vuoi?" prima di essere presi a male parole e ripiegare su qualche povera filippina...)

Anonimo ha detto...

Li detesto.
Non ci sono parole per esprimere quanto schifo mi fanno questi paesi.

Emma ha detto...

Studiando "Diritto penale comparato" a volte viene da pensare a quanto certe cose sembrino scontate. Poi subentra la lucidità.
Questa testimonianza fa riflettere.