venerdì 27 dicembre 2013

HAPPY MERRY CHRISTMAS!

la card di Kalumandel!

Terzo Natale in Saudi: passata la festa, gabbato lo santo. Quasi non ce ne siamo accorti, ammetto.
Festeggiare il Natale qui e' vietato, ma poi di fatto si fa lo stesso. A modo nostro!

Decorazioni e albero:
Le decorazioni di Natale sono ovunque: te le sei portate ben nascoste nelle valigie o le hai acquistate nei retrobottega di negozi di fiducia. L'importante e' fare le cose con cautela: per esempio evitare di andare a Bahrain a prendere addobbi natalizi nei 20 giorni che precedono il giorno, perche' alla dogana diventano inflessibili e requisiscono tutto! Anche innocue ghirlande verdi e rosse..

Panettone:
Di solito si trova, anche se venduto a peso d'oro! Quest'anno pero', l'inaspettata affluenza di italiani (che ovviamente scappano dall'Italia) ci ha fregato e i pochi panettoni in vendita sono andati a ruba…e noi niente!!!!! Meno male che un'amica italiana ha condiviso con noi meta' del suo pandoro!

Cenone:
Cenina semmai…la nostra tradizione e' di festeggiare la mattina del 25 e conseguente pranzo, ma qui, essendo giorno lavorativo (sgrunt!) abbiamo dovuto anticipare alla sera del 24: cena solo un po' piu' calorica del solito, apertura regali prima delle 22 e a nanna presto, che domani se va' a lavura'! Capodanno non sarà diverso..

Auguri:
Alcuni integralisti dicono che a un musulmano e' vietato fare gli auguri di Buon Natale perche' e' come ammetterne l'esistenza. Poi in realtà qualcuno ti fa gli auguri, anche se sottovoce! E alcuni auguri sono davvero inaspettati e graditi… Tipo il giardiniere indiano (e indù) che ti consegna una Xmas card non firmata con scritto: "Have a Merry Christmas daughter!"

O il ragazzo bangla (musulmano) che ti dice….

"Happy Merry Christmas, Madam!"

Buon Natale a voi...


giovedì 5 dicembre 2013

CORE DE MAMMA

In occidente e in Italia in particolare non siamo abituati a vedere cosi' tanti pancioni, qui invece le donne sono sempre incinte. Considerate che il numero "giusto" e' 5 figli, ma c'e' chi non si risparmia e ne sforna un numero a due cifre!
Fanno figli per la loro religione e anche perché le donne qui non hanno molto altro da fare: avere figli e' l'unica ragione per essere al mondo. Ma l'avere figli non ha niente a che vedere col senso di maternità.

Sara' che in occidente i figli costano così tanto e che le necessita' di una donna nel corso della sua vita sono così' tante che i nostri bambini sono pochi e preziosi. Qui no. Mettono al mondo figli che sembra non abbiano alcuna voglia di crescere, a cui non danno troppo amore e neanche tanta educazione.
La scena comune e' quella di una saudita coperta da testa a piedi (i figli la riconoscono dall'odore!) con una manciata di ragazzini intorno e con la nanny che li rincorre (di solito sono cariche di zainetti e shopping bag). Si perche' qui i bambini sono cresciuti dalle nanny, filippine indonesiane o indiane, che diciamocelo, di sti bambini non gliene fotte niente. Gia' molto spesso devono subire molestie dai loro padroni, dal marito porco o dalla/e moglie/i manesca/he, e per sopravvivere diventano come automi senza espressione ne' sentimenti. Così si occupano di guardare sti bambini il minimo indispensabile affinché non si facciano troppo male. Senza dare loro il minimo affetto ne' educazione. Crescono come selvaggi. Noi siamo forse esagerati in senso opposto, ma qui io non ho mai visto sgridare un bambino ne' tantomeno fargli una carezza. Fanno quello che vogliono e basta. Nessuno li guarda, nessuna cautela per la loro sicurezza. E' normale vedere neonati in braccio al guidatore di un'auto o un bambino piccolo in piedi di fianco all'autista che si spalma sul cruscotto…altro che cinture o seggiolini!! Tant'e' che, con poca delicatezza, gli expat li chiamano "human airbag"...

Un esempio:


bambina che gode del panorama

E con questo modo di fare, e' ovvio ogni tanto succedano le disgrazie, come quella riportata da RyadhConnect qui, dove 3 fratellini sotto i 10 anni sono annegati in una piscina. Non faccio fatica a immaginare i genitori non lontani ma che pensavano a tutt'altro che a guardare che i figli non si ficcassero nei guai.

Parecchio interessante e' poi la foto che questa testata ha scelto per rappresentare la notizia. Eccola:

la delicata immagine scelta per annunciare una disgrazia

Ma si può?? Cultura diversa, sensibilita' diversa, ovvio! Se qualcuno da noi avesse avuto la stessa malsana idea, sarebbe stato rimosso immediatamente e la gente sarebbe scesa in piazza!
Rob de matt..

lunedì 2 dicembre 2013

HARASSMENT

Nell'ufficio dove lavoravo anni fa, avevo un capo fissato con il sexual harassment e se qualche collega dell'epoca sta leggendo, sa bene di chi parlo e si sta rotolando per terra dalle risate! Ma quelle erano le sue fantasie o comunque a questa espressione lui dava un certo significato.
Ma anche qui si parla molto di harassment e da tempo mi sto chiedendo cosa esattamente si intenda qui.

Sui giornali locali si parla spesso del rischio di harassment nei confronti delle donne: e' una scusa di solito usata per giustificare la segregazione, per supportare l'idea che le donne devono stare chiuse in casa e che si devono vestire appropriatamente, cioe' si devono coprire completamente.
Proprio per questi ragionamenti faccio fatica a capire la gravita' attribuita ad un episodio definito come harassment. Riesumando poi una vecchia passione per i numeri (!!!), leggo online questi dati:
Saudi: 2797 (nel 2012) casi di harassment su una popolazione di 27 milioni (stima 2013)
Italia: 3223 (nel 2006) casi di harassment su una popolazione di 58 milioni (nel 2006).
So bene che e' un paragone che non ha alcuna valenza statistica, ma secondo me da' l'idea che qualcosa non va nel concetto stesso di harassment.

Qualche settimana fa ha avuto una grande risonanza un episodio di harassment, accaduto proprio in un mall qui vicino, nei confronti di alcune ragazze saudite, peraltro appropriatamente vestite! In un video si vede che alcuni ragazzotti in thobe deridono un gruppetto di ragazze e dicendo loro qualcosa in arabo le inseguono fin fuori dal mall, si avvicinano fino a che uno di questi prende una di loro per i polsi, mentre lei reagisce con un abbozzo di calcio. Prosegue con strilli e urletti delle ragazze e derisione e atteggiamento minaccioso da parte dei maschi.

Ho guardato alcune volte quel video, cercando una diversa prospettiva ogni volta.
Ho provato a guardarlo con gli occhi di una saudita, ma no, non mi riesce proprio: la diversita' culturale e' troppa, non sono capace. Non ho la stessa visione dei maschi che hanno loro.
Poi l'ho riguardato con gli occhi di una milanese scafata. Ho visto una situazione umiliante e sebbene inaccettabile, non ho la sensazione di un oggettivo pericolo. Vedo un gruppo di ragazzotti incapaci di rapportarsi in modo rispettoso (o di rapportarsi in qualsiasi modo) alle donne. Ma pensando alle cose gravi che succedono di recente nel nostro mondo, questa non sembra una di quelle.
Poi ho provato a guardarlo con gli occhi dell'expat che conosce il posto e si, sono rimasta male. Effettivamente se fosse successo a me (cosa che cmq dubito fortemente possa accadere) sarei rimasta terrorizzata, forse perche' non avrei saputo come comportarmi. Spiego: una mattina ero in un negozio dello stesso mall e mentre guardo delle scarpe (ma dai??) mi trovo di fronte un piccoletto tra i 30 e 40 anni in thobe che mi chiede insistente: "how are you??". Capisco in un nanosecondo che sto cristiano (dai, si fa per dire…) non stava bene, che qualche problema ce l'aveva…Fossi stata in centro a Milano non avrei avuto alcun problema a fare un sorriso e a cambiare strada. Ma li' sono rimasta pietrificata. Il commesso del negozio e' intervenuto subito e l'ha allontanato, chiedendomi se stavo bene e se mi fossi spaventata. Ero terrorizzata, non solo dal quel ragazzo, ma anche dalla mia reazione. Mi sono resa conto che il problema era che non sapevo quale fosse la reazione giusta, per quella situazione, in quel posto, in questo paese. Mi sono resa conto che non potevo contare su quegli strumenti di difesa che ho nel mio mondo, siano essi la mia personale aggressività sia il contare su qualche ragazzone di buon cuore di passaggio.

Tornando a bomba, sta di fatto che quell'episodio di harassment ha avuto molte conseguenze.
Intanto il fatto che il video sia stato così clickato non e' piaciuto, così, in perfetto stile saudita, anziché intraprendere altre strade per reprimere il fenomeno imitativo, si parla di vietare fotografie nei luoghi pubblici! Meglio non farle sapere al mondo certe cose, no?? Ma poi scusa, e come faccio io senza foto che c'ho il blog da pubblicare?? Vedremo se diventerà legge..
Altra conseguenza e' che quei ragazzotti sono stati arrestati, condannati da 1 a 15 mesi di prigione e a un numero imprecisato di frustate.

Ora, saro' anche confusa sul giusto livello di sensibilità' che bisogna avere, ma questa pena non la trovo così esagerata e con quello che si sente ogni giorno della cronaca in Italia, nonostante tutto, sono forse piu' sicura qui.

Qui il video:
che ne pensate?


mercoledì 6 novembre 2013

10 COSE CHE DEVI SAPERE SU SAUDI, SE SEI UN MASCHIO

Dopo i 10 "must know" per signora, ecco quelli per i signori. Beh, Signori...

1- Solo gli uomini possono guidare…fortunelli!

Credete voi di essere fortunati che potete guidare eh?! Questo finche' non venite e vedete che razza di macello e' il traffico e come guidano i sauditi e gli indiani che inondano le strade. Chiunque qui guida: che abbia 12 anni, che abbia comprato la patente o che semplicemente non ce l'abbia. Lo stile di guida e' quello di Grand Theft Auto o, visto che qui le auto non le rubano, Sega Rally. Prima di trasferirvi allenatevi in tangenziale a Milano o sul GRA.


2- La postura nella guida

L'argomento auto è predominante, lo so, ma tant'è. Dubito che succederà, ma non sentitevi mai troppo a vostro agio e non imitate la loro postura alla guida: ginocchio sinistro che sbuca dal finestrino (perchè il piede è sul sedile ovviamente), sedile talmente indietro da sembrare reclinato (fa troppo figo guidare sdraiati no?? Anche se non vedi una cippa davanti), specchietto retrovisore messo in verticale e orientato verso il guidatore (lo specchio serve a specchiarsi no?????), cellulare all'orecchio (lo so che su questo potete insegnare voi qualcosa a loro...). Non lo fate, vi prego..


3- Uomini discriminati

Strano a dirsi in una societa' che non considera la donna degna di alcuna autonomia, eppure nella vita quotidiana gli uomini hanno molte restrizioni. Attenzione che se siete in giro da soli, non solo molti negozi sono riservati alle famiglie e nei ristoranti dovete entrare nella single section, ma anche alcuni mall sono riservati alle famiglie! Insomma, essere accompagnati da una signora vi apre un po' di porte. Per esempio, al money exchange downtown o fate una fila chilometrica o vi presentate con una signora, che verra' fatta entrare dall'ingresso secondario e servita rapidamente e comodamente seduta ad una scrivania. Bene che ci penso, non e' sempre una sfiga essere donna quaggiù...


4- Mobile number??

Senza numero di cellulare non esisti. Ovunque ci sia la necessita' di identificarsi (es.ospedale, assicurazione, pay tv, internet...) quello che vogliono non e' il tuo nome, ma il tuo mobile number. E non c'e' da stupirsi, visto che in un mondo dove il 90% dei maschi si chiama Mohammed, Ahmed, Abdullah, Abdullaziz o Saleh, Salah, Salim, il numero di cellulare e' l'unico riferimento univoco. Quindi affrettatevi ad averne uno, per affermare la vostra esistenza.


5- "Inglisìa?" "no", "Americhìa?" "no, Italìa"; "Ahhhhhhh! Italìa!!!"

Se siete italiani, siete fortunati (almeno qui!!!!) e vi viene scontata bella fetta della rottura di scatole che altrimenti dovreste subire. Gli italiani sono adorati da queste parti e basta parlare un po' di calcio o della Ferrari e un po' di strade si spianano all'istante. Pero' per favore...non abusatene, non facciamo i soliti italiani all'estero!!!! ps: ci amano perche' pensano che gli somigliamo taaaanto...


6- Un caffe' al banco.

Questa e' una cosa che manca un sacco anche a me. Il caffe' al banco: entri, ordini, paghi, bevi e scappi. Ma no, fuori dall'Italia non esiste, anche se vuoi un veloce espresso, qui devi ordinare e berlo al tavolo. Inutile dire che come sia un buon espresso non ne hanno la minima idea, ma talvolta si trova qualcosa di bevibile. Basta ricordarsi di chiedere un "single shot", giusto per non avere un caffe' lungo come un bicchiere. Ah, da Costa Coffee puoi scegliere un espresso o un ristretto. Ancora non ho capito quale diavolo sia la differenza.


7- Lo vuoi l'occhio?

Da mangiare, intendo. Questo e' un vero pericolo per voi maschi: l'invito alla cena araba da parte del collega saudita. Se lavorate con i sauditi, prima o poi vi tocca. Vi invitano alla cena araba. E ci andate da soli. Non importa che vostra moglie farebbe carte false per venire a vedere (cosi' poi magari ci scrive un post nel suo blog!!). Queste cene sono riservate ai soli uomini. Vi tocchera' destreggiarvi con posizioni innaturali, seduti per terra aggrovigliando le gambe (bene che va si informicolano, male che va e' cancrena). Guardatevi attorno per il rituale legato al livello di importanza dell'ospite. Poi tutti mangiano con le mani da un unico grande piatto stracolmo di riso e carne di capra. La bestiola e' cucinata intera e intera la mettono nel piatto. Occhi e lingua compresa. Capitera' che ve li offrano, e il fatto che ve lo porgano con la loro mano gia' smangiucchiata sara' il male minore... A voi la decisione sul prelibato bocconcino... Ricordatevi solo di presentarvi con i pedalini puliti e in ordine, che si sta scalzi. Buon appetito.


8- Lo vuoi spicy?

Che siate qui da soli o con la famiglia, capitera' molto spesso che mangiate fuori, tanto costa poco e si mangia abbastanza bene, sapendo scegliere. Qualsiasi cibo scegliate, sappiate che nella maggioranza dei casi il cuoco e' indiano, quindi non fate gli spiritosi chiedendo di avere il vostro curry molto piccante, che qui se gli chiedi "very very spicy, not western style, indian style!", poi chiedi pieta'. Anche se hai alle spalle anni e anni di 'nduja calabbrese. Cmq loro sono piu' bravi di te e lo capiscono guardandoti in faccia se non possono esagerare col chili.



9- Libera pillola in libera farmacia.

Una cosa completamente diversa dall'Europa e' la libertà di vendita dei farmaci. Qui le farmacie sono grandissime e piene di tutto, un po' come le nostre farmacie e parafarmacie insieme. Inutile dire che i reparti piu' forniti sono quelli per i diabetici e quelli per l'infanzia e maternita' (praticamente queste due condizioni mediche coprono l'80% della popolazione). Al banco vendono liberamente qualsiasi medicinale senza alcuna necessita' di prescrizione medica. E i medicinali spesso costano un frazione minima rispetto al prezzo in Italia. Quindi signori miei, in caso di bisogno, potete anche comprarvi il Viagra senza ricetta. Se avete la faccia di andarlo a chiedere!
Ah, accertatevi di esservi capiti col farmacista: una volta sono entrata cercando il bicarbonato di sodio e sono uscita col carbonato di sodio, che piu' che farti digerire, ti ammazza.



10- Ambrogio.

Questo sarà il vostro secondo lavoro. Essere Ambrogio, l'autista fidato di vostra moglie. Chi sta per venire qui avrà trovato molti commenti online di gente che da qui scappa, di matrimoni rovinati giacche' le mogli scappano terrorizzate. E io invece mi trovo benissimo, guarda un po'. La differenza, molto spesso, la fa Ambrogio. Qui nei compound c'e' tutto e ci sono i mezzi di trasporto privati per raggiungere i mall, ma se il mondo si limitasse a questo, per molte vorrebbe dire impazzire. Quindi fate lo sforzo e dopo una giornata di lavoro in mezzo ai sauditi, riprendete la macchina e portate a spasso vostra moglie, andate a cena fuori. Lo so che non c'e' poi molto da fare qui (no cinema, no giardini, no teatro…) ma godetevi quel poco. E se vivete in Eastern Province, affrontate l'inferno della causeway e andate a Bahrain. Una boccata d'aria per chiunque. E alcune volte salva i matrimoni.

Auguri.



lunedì 28 ottobre 2013

LE SAUDITE AL VOLANTE

immagine da internet

Ormai lo sapete bene che l'Arabia Saudita e' l'unico paese al mondo che vieta alle donne di guidare un'auto. Negli ultimi giorni se ne e' fatto un gran parlare sui giornali di tutto il mondo perché per il 26 ottobre era indetta la giornata di protesta durante la quale le donne si sarebbero messe al volante!
E' stato piu' un parlarne che un evento: un vero flop. Qui era un giorno come un altro.

IL DIVIETO:
La legge non dice espressamente che le donne non possono guidare, ma richiede che chi guida lo faccia con una patente emessa da questo paese e questo paese pero' non concede la patente alle donne.

IL PERCHE' DEL DIVIETO:
Qui viene il bello. Queste le ragioni dette o scritte da qualche parte; le donne non devono guidare perché:
- sarebbero portate a stare più tempo fuori casa,
- potrebbero crearsi delle opportunita' di entrare in contatto con uomini non della famiglia
- le strade sarebbero sovraffollate e intasate
- guidare danneggia le ovaie e nascono piu' bambini con problemi.
(Giuro, non mi sto inventando niente, eh)

LA PROTESTA:
Alcune attiviste hanno organizzato una protesta per rivendicare il diritto a poter guidare: l'appuntamento era per il 26 ottobre, tutte in giro per le strade a guidare. La protesta aveva anche un sito dedicato: oct26driving.com.

IL RISULTATO:
Pare che il sito sia stato hackerato e che le attiviste siano state direttamente contattate e minacciate di lasciare stare. E loro, di fatto, hanno lasciato stare.
La protesta si e' concretizzata in una manciata di donne che essendo in possesso di una patente di guida ottenuta in altro paese (giusto per rompere le regole, ma non troppo), si sono messe in auto per 10 o 15 minuti. Giusto il tempo di fare il filmatino e postarlo online.

Chissa' se le donne guideranno mai qui. La pressione sociale e' fortissima, mentre il desiderio di rompere le regole o cmq di guidare e' debole.
I giovani sauditi, che studiano all'estero, hanno in fondo trovato il loro modus vivendi: quando sono in Saudi si comportano esattamente come la loro società  si aspetta da loro, mentre quando sono fuori da qui (tipicamente USA o Londra) fanno quel cavolo che vogliono. Fan tutti così e funziona.



Non posso non allegare questo video
che, al momento, ha piu' di 3 milioni di views su youtube.


PS: se qualcuno va a vedere quel sito, mi dice cosa c'e' scritto?? Perché qui e' bannato e non si vede...

lunedì 7 ottobre 2013

10 COSE CHE DEVI SAPERE QUANDO ARRIVI IN ARABIA SAUDITA - PER SIGNORE



Tante sono le cose che si imparano con l'esperienza, vivendo qui. Siccome non sono gelosa, ve ne elenco una decina e le condivido con chi si affaccia a questo mondo!


1- Quando trovi qualcosa che potrebbe esserti utile, compralo! che quando ti serve davvero, non lo vendono piu'.

Non e' un corollario della legge di Murphy, ma e' quello che succede. Purtroppo le forniture non sono mai regolari e una cosa che trovi in abbondanza oggi, potresti trovarla solo a distanza di mesi oppure mai piu'! Certe volte capita che i prodotti siano bloccati in dogana per stagioni intere oppure per altre strane politiche a me ignote. Sta di fatto che anche la superefficientissimissima Ikea ha sempre almeno un terzo dei suoi prodotti out of stock.


2- La Whipping cream? It doesn't whip!

Qui la panna fresca non esiste. Sara' per il caldo osceno, ma la panna esiste solo UHT, con scadenze semestrali, anche se la vendono nei banchi frigo! Non sono un tecnologo alimentare, ma sti trattamenti fanno si' che la panna da montare non montera' mai. Nemmeno dopo ore di frusta elettrica. Frustrante.


3- Attenta alla crema viso whitening!

Il 90% delle creme viso sono ad affetto whitening, quindi fare attenzione ad evitarle! Io sono convinta che corroda la pelle...


4- Gli alberi di Natale si chiamano Holiday Trees.

Mica vero che non si trovano, simboli illegali di usanze religiose vietate! In Arabia Saudita, con un po' di pazienza si trova tutto. O quasi. Cmq per evitare imbarazzi, gli alberelli di Natale sintetici si trovano, stockati in qualche retrobottega di negozi ben forniti.. Basta chiamarli col loro nome in codice!


5- Marmellata senza frutta e cioccolato senza cacao.

Non e' cucina molecolare, e' semplicemente una schifezza di junk food che arriva dall'altra parte del mondo. Occhio alle etichette!


6- 1, 2, 3....Cheese!

Diciamo che sei in un posto poco frequentato dalle expat, che ne so...Dammam souq?? Diciamo che stai guardando la fuffa che e' esposta in quei negozi e senti un "click" inconfondibile. Quello delle fotografie fatte col telefonino. Ti giri e ti rendi conto che dietro di te c'e' un pakistano/yemenita dipendente del negozio che armeggia col cellulare. Ecco....spero tu abbia sorriso, perche' sei finita li' dentro. E non perche' sei figa, intendiamoci! Alla fine e' la stessa curiosita' dell'expat che arriva e vede per la prima volta un fiume di donne completamente coperte di nero! Le chiamano le bottiglie di coca cola...


7- Ti saluto o non ti saluto?

Sei in giro con tuo marito e incontri un suo collega saudita, con moglie. Le situazioni che si possono creare sono molte e la reazione opportuna, di conseguenza. Qualche esempio. 1- Il collega saudita e' con la moglie coperta da capo a piedi che non capisci neanche il davanti e il dietro: lasciate stare, fate finta di non aver visto o tutt'al piu', tuo marito fara' ciao ciao con la manina da lontano. 2- Il collega saudita e' con la moglie giovane e carina, con l'abbigliamento d'ordinanza ma con il viso scoperto: il primo incontro e saluto e' tra i maschi, le signore stanno un passo indietro salvo poi avvicinarsi e inserirsi nella conversazione; la mano ad una donna (saudita o expat che sia) un uomo la da' solo se e' la signora che prende l'iniziativa.


8- Come mi sta? Immaginatelo...

Vale la pena ricordare che qui i camerini prova per le donne non ci sono. Sono vietati... Allora se vuoi un capo d'abbigliamento, devi sviluppare la tua immaginazione e sperare che sia della tua misura. Compri e te lo provi o a casa tua, o nelle fitting room che si trovano nei bagni delle signore. Non va bene? Hai 3 giorni per avere il totale rimborso oppure 7 giorni per la sostituzione. Oppure, se ne hai i maroni pieni di tutta sta procedura, i vestiti te li compri in Bahrain.


9- Io sto formaggio non lo comprerei...
Se tuo marito e' italiano come te, troverete molto comodo parlare in italiano tra di voi, senza curarvi troppo degli altri, che tanto parlano solo arabo, inglese, urdu, filippino, bangla, tamil, indi....ma non italiano! Ma non gongolatevi troppo che ultimamente di italiani ne stanno arrivando a frotte, e si sa mai che quando sei al banco formaggi e parli tranquilla con tuo marito, magari col tuo bel linguaggio "colloquiale", ti trovi un tizio di fianco che ti dice: "Io sto formaggio non lo comprerei...". Occhio, che mica sempre stai parlando di formaggio...



10- Airport security

Sei all'aeroporto e devi passare al controllo del bagaglio a mano. Uomini e donne prendono due file diverse, abbandoni tutte le borse sul nastro (sperando che nessuno se le porti come souvenir) ed entri nel gabbiotto ben chiuso li' di fianco. Li' trovi le poliziotte donne, in divisa militare che per loro prevede, al posto dei pantaloni, lunghe gonnellone. La poliziotta ti passa il metal detector e poi procede a tastare con le mani in cerca di chissacche'. Ecco, se vi pare che la poliziotta stia indugiando troppo nell'operazione palpazione, e che vada cercando in angoli impensati, bhe'....non e' una vostra impressione, e' proprio cosi', e non si tratta di un aumento della sicurezza dell'aeroporto! Be aware...

domenica 29 settembre 2013

LA FAME E' BRUTTA

amici al supermercato, nel corridoio dello zucchero... 

Io lo dico sempre, che la fame e' bbbrutta...a giustificazione dei chili che ho preso da quando sono qui in Saudi. Alcuni la chiamano la "Saudi stone", cioe' i 7kg canonici che si prendono quando si arriva qui. Certo mica tutti ingrassano, ma lo stile di vita particolarmente sedentario e l'alimentazione ricca porta  molte persone di fresco espatrio ad ingrassare. E io tra quelli. Ahime'.
Cmq la ciccia non e' assolutamente una prerogativa degli expat, anzi, in Saudi c'e' un serio problema di obesita' e un pullulare di cliniche che tagliano intestini, bendano stomaci e ricuciono pelli cadenti.. E' anche il risultato della mania del quick fix, del risultato facile, senza sforzo.
Solo che certe volte la cosa scappa di mano.
Pochi giorni fa era sul giornale la notizia di un bambino saudita di 2 anni, che risulta essere la persona piu' giovane a subire un'operazione per la riduzione del peso. Ma si può?? Sto bambolotto pesava ben 33kg!!!!! a 2 anni! Qui l'articolo. Questo e' un bell'esempio del quick fix: ma un bambino cosi' piccolo e' cosi' ciccione perche' va a cercarsi il cibo da solo oppure perche' qualcuno lo rimpinza di junk food?? Mah...
Io per il momento ho ripreso l'attivita' fisica, mentre sto aspettando la giusta congiunzione astrale per rimettermi a dieta... Male che vada, mi adeguo ai costumi locali e mi butto sul quick fix e mi faccio trimmare anche io!!

mercoledì 25 settembre 2013

PET FOOD



Tragggedia! Prima dell'estate c'e' stato un piccolo dramma: nessun supermercato della zona aveva piu' cibo umido per animali!! Molti expat hanno pets, mentre gli arabi difficilmente ne hanno, e sicuramente non sono cani. A parte quelli che alla bestiola danno solo cibo freshly cooked, tutti i proprietari sono andati in crisi, perche' mica tutti mangiano i croccantini.
Insomma, il problema e' stato che hanno scoperto che la gelatina degli appetitosi bocconcini per cane e gatto era fatta con gelatina di maiale!
Animale che, evidentemente, non e' considerato commestibile neanche per gli altri animali.
Che cani e gatti siano osservanti anche loro?
Probabilmente la ragione e' simile a quella che esiste in Europa e cioe' che il cibo per animali domestici deve essere commestibile anche per un essere umano (anche se e' appetibile solo per un pet!), in caso di accidentale ingestione. E qui uguale, credo. Solo che si intende "commestibile" anche da un punto di vista religioso.
Cmq allarme quasi rientrato: il cibo e' stato selezionato e accompagnato dall'opportuna documentazione, per poter essere rimesso in vendita. In realta' non tutte le marche sono in regola e alcune ancora non riescono a passare la dogana, tant'e' che era addirittura segnalato sulla newsletter del compound!
Buon appetito.

sabato 7 settembre 2013

QUANTO COSTA UN 6?

la foto e' dal sito di Arab News, legata all'articolo della targa in vendita

Spendere dei soldi per avere un 6. No, non e' un voto a scuola (anche se si comprano anche quelli), ma una sorta di status symbol.
Il numero 6 ai sauditi piace da matti, gli piace perche' letto in inglese, six, ricorda molto la parola "sex". E per questa ragione sono disposti a spendere dei soldi! Un po' perche' di soldi da buttare via alcuni ne hanno proprio tanti, un po' perche' cio' che ricorda e' talmente tabu' che diventa qualcosa per cui vale la pena spendere, appunto.
Ma cosa vuol dire comprare il numero 6? Principalmente significa cercare un numero di targa o di cellulare che ne contenga il maggior numero possibile.
E' notizia di oggi su Arab News che un saudita ha pagato 90.000SR (18.000euro) per avere la targa dell'auto 6666!!!!!
Stessa storia per un numero di cellulare: un numero che contiene 666666 vale anche 45.000SR (9.000euro).
Esiste un mercato di questi numeri, fanno addirittura delle aste e per alcuni e' un vero e proprio mestiere. Comprano le sim dei cellulari con numeri strani e le rivendono!
Il 6 e' il preferito, ma anche targhe col numero 1 o 2, o numeri di cellulare con 444444 hanno un ottimo mercato. Altro numero di targa ricercato e' il 556 che, scritto in arabo   ٥٥٦    sembra un 007...e si credono James al-Bond!
Il mio numero di cellulare e' talmente poco appetibile che non me lo ricordo mai neanche io...peccato, niente business!!

giovedì 5 settembre 2013

LA NUOVA VITA DEGLI AUTOBUS

E' un po' come la storia dei cinesi in Italia, che si sa quando nascono, ma non si sa mai quando muoiono. E siccome muoiono per certo, chissa' dove vanno a finire.
Ora, io non so dove vadano a finire i cinesi deceduti, ma ho capito dove finiscono i vecchi autobus europei! Da queste parti ci sono un sacco di autobus stravecchi che vengono dall'Europa, quelli che hanno milioni di kilometri, che sono consumati e che nessuno non vuole piu'. Li mandano qui! Vengono riciclati dalle agenzie di turismo religioso per portare i pellegrini a Mecca.
La maggior parte degli autobus sono tedeschi. E te ne accorgi perche' mica cancellano le scritte e certe volte nemmeno i numeri di telefono!




Ma tra i tanti, ne spunta uno a noi familiare... Cervi Attilio!




martedì 3 settembre 2013

STRADE E CARTELLI STRADALI

Sono rientrata in Saudi, dopo un po' di avanti e indre' dall'Italia, e facendo ordine nelle foto per il blog, ho ritrovato qualche cosetta che volevo pubblicare:

L'UOMO IN GONNA
Cartello stradale a Doha (Qatar): paese che vai, cartelli stradali che trovi, no?


PERICOLI REGIONALI
Cartello stradale in Saudi: paese che vai, pericoli stradali che trovi, no?



FANTASIE
Questo e' sul magazine di Saudi Arabian Airlines: quando l'ho visto ho riso mezz'ora! "One of the finest and most modern networks in the world"??? Ma credono che siamo con l'anello al naso? Roba da matti...


venerdì 19 luglio 2013

UN TRANQUILLO GIOVEDI DI RAMADAN...

Tranquillo si fa per dire...
Siamo al giorno 9 di Ramadan, mese durante il quale la maggior parte degli expat vogliono scappare...io no.
Durante Ramadan cambia tutto: le abitudini delle persone e quindi gli orari dei negozi. Per legge l'orario di lavoro viene ridotto a 6 ore giornaliere e vengono distribuite in modo diverso rispetto al solito. In generale i mall aprono nelle prime ore del pomeriggio (tipo 13.00-16.00), per poi riaprire la sera attorno alle 21 e restare aperti almeno fino alle 2.00 del mattino, se non tutta la notte. Il digiuno si rompe con Iftar إفطار (il pasto che interrompe il digiuno di Ramadan) dopo la preghiera di Maghrib المغرب (quella del tramonto, attorno alle 18.35), quindi ci si abboffa a piu' non posso finche' non aprono i negozi. Durante Ramadan c'e' una preghiera in piu' e diventano 6. Questo e' il santino con le preghiere che regala l'Ikea!


orario preghiere Ramadan 2013 per Dhahran


Durante il giorno con questo caldazzo (siamo a 46 gradi e l'umidita' e' spesso elevata, che pare di essere davvero in una sauna) il digiuno diventa difficile, e alcuni si aiutano ciucciando un bastoncino di legno, il Miswak. E' una radice famosa anche come alternativo allo spazzolino da denti (!!) e utile per alleviare i morsi della fame e della sete. Unica concessione durante il digiuno.


Miswak

Altra cosa che capita di frequente di vedere durante il giorno, e' la gente che dorme e sbadiglia, dovuto alle lunghe veglie notturne, passate in famiglia a mangiare. Trovi chiunque appisolato ovunque, anche il commesso di uno stand al mall:


Dopo Iftar, ben ristorati, si buttano nel caos cittadino o, trattandosi di giovedi sera pre-weekend, meglio ancora, si tuffano sulla causeway che porta al Bahrain! Poi aggiungici che da che il weekend in Saudi e' diventato uguale a quello di tutti gli altri paesi del Golfo, la gente si riversa tutta sulle strade nei medesimi giorni... Risultato: giovedi sera, abbiamo interrotto un tentativo di andare in Bahrain, dopo che in 1 ora siamo riusciti a raggiungere solo il primo dei sei caselli di controllo!! Ci abbiamo messo un'altra mezz'ora a tagliare le sei colonne di auto pressocche' ferme e tornare sui nostri passi.
Non paghi, stasera ci riproviamo...

رمضان كريم

domenica 7 luglio 2013

MURI



Due passi avanti e uno indietro. E comunque, meglio cosi' che al contrario.
Ormai sono un paio d'anni che le donne sono autorizzate a lavorare, nei negozi di biancheria intima e nelle profumerie, principalmente.
Nei primi lavorano solo donne e quindi sono negozi FAMILY ONLY (questa e' la scritta fuori dai negozi), mentre nelle profumerie lavorano non solo le donne, ma anche gli uomini...visto che i profumi li comprano tutti! (ammetto, questa e' proprio una bella cosa...)
"Ma allora.....gli uomini e le donne colleghi di lavoro potrebbero incontrarsi! Traggggediaaaaaaa!!!!" qualcuno penso'.... E allora, fatta la legge trovato l'inganno (certo che ne abbiamo di cose in comune eh?!?).
Ed ecco che viene imposta l'apposizione di un MURO all'interno di quei negozi con personale di entrambi i sessi, in modo tale da assicurare la segregazione!
Insomma, niente di piu' inutile. Ma almeno la faccia e' salva.
Cosi' sia.



mercoledì 26 giugno 2013

EXPAT PROBLEMI

Mi assento qualche settimana (tappa in Italia, a mangiare la ricottina fresca montata con lo zucchero.......maronna che buona!) e va cosa ne succedono!

Intanto abbiamo scampato una orrenda tempesta di sabbia che e' durata oltre una settimana. Quando succede e' un macello, la sabbia si infila in ogni angolo, te la trovi nei capelli, nelle orecchie e ti liscia la faccia che neanche il peeling chimico riesce. In giro era un casino, le strade erano sommerse e hanno usato gli spazzaneve (o qualcosa di simile!) per sgomberarle!

Qui un piccolo esempio: questa e' la sabbia accumulata sullo spartitraffico tra le carreggiate. Uguale alla neve, solo che questa non si scioglie.

sabbia accumulata in autostrada


Tempesta evitata, tra le prime cose da fare al rientro, e' il catch up di quello che succede nel compound. La newsletter sembra una barzelletta, ma e' tutto vero: questi sono i problemi sollevati dai miei coabitanti. Le risposte ufficiali erano alquanto serie. Fin troppo.

D) Non c'e' abbastanza cibo occidentale nei menu' dei ristoranti del compound, e' principalmente cibo asiatico.
R) Possibile che se non trovi il chicken & mushroom pie ti senti perso??? Io francamente, preferisco mangiare un chicken tandoori ben fatto che uno schifo di Fettucini Alfredo (che poi non so neanche cosa siano, mi son sempre rifiutata di guardarle anche da lontano).

D) Perche' il costo di una partita di bowling (si, perche' abbiamo anche la pista da bowling) costa ben 5SR per partita per persona? E' troppo caro!
R) Ricordo che 5SR corrispondono a 1 (UNO) Euro.

D) La mia villa e' verso ovest e la maniglia della porta diventa troppo calda. Potete fornire una forma d'ombra?
R) Come altri simpatici coabitanti hanno suggerito: portati dietro un bel guanto da forno.

D) Potete mettere un orologio piu' grande alla piscina esterna? E' una questione di sicurezza perche' se non posso vedere l'orologio non so da quanto tempo sto prendendo il sole.
R) You are joking, aren't you?

E' arcinoto che vivere qui ti fa andare fuori di testa.
Ma caro coabitante coi problemi: va che prima o poi alla realta' ci devi tornare eh...


domenica 23 giugno 2013

TGI is THURSDAY!

la foto e' scaricata da internet, errore grammaticale compreso!



Dopo anni e anni che da queste parti si e' detto: "Thanks God it is wednesday!", anche l'Arabia Saudita si e' piegata e ha cambiato i giorni del week end, da "giovedi e venerdì" a "venerdi e sabato", come tutti gli altri paesi del Golfo.

Insomma se ne parlava da tempo e tutti la davano per una cosa che sarebbe forse accaduta con i soliti tempi dilatati della Sandbox e invece........oggi pomeriggio e' stata data la notiziona: il week end cambia e lo fa gia' dal prossimo!!!

E' incredibile come qui ci vogliono anni perche' le cose succedano e poi, quando succedono, lo fanno da un giorno con l'altro, senza preavviso e senza pensare alle conseguenze. E infatti sara' un casino.

Qui gia' tutti si stanno agitando...e hanno sicuramente ragione. Un cambio del genere sarebbe una bella sfida per un paese organizzato, figuriamoci per un paese con organizzazione casuale come questo! Non si capisce bene cosa succedera' agli appuntamenti in ospedale, ai voli gia' prenotati coincidenti con il vecchio week end, alle ferie, ai giorni di scuola...

Ogni volta che cambia qualcosa cosi' repentinamente ci stupiamo, ma in fondo la questione e' semplice e dipende sostanzialmente da due cose, a mio avviso:
1- questa e' una monarchia: una volta che lui decide e' fatta, mica devi tritare la legge almeno un paio di volte nelle democratiche Camere.
2- l'informazione giornalistica, come la intendiamo noi, qui non c'e': ci sono giornali certo, che danno informazioni anche riguardo a cio' che viene esaminato a livello governativo, ma di fatto e' come fosse la pubblicazione di comunicati stampa, non c'e' inchiesta, non ci sono interviste. E quindi le cose non e' che capitano all'improvviso, siamo noi che le sappiamo all'ultimo momento!

Bene, vediamo ora cosa succedera'...intanto anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo qualche grana di voli da risolvere con sto cambiamento...
Ma perche' cavolo non ce lo siamo tenuto com'era??? Era cosi' comodo avere il week end diverso dagli altri paesi!! Cosi' bello essere in vacanza quando gli altri lavorano!

Ma cosi' e'. Pare.

venerdì 21 giugno 2013

BB NUMBER

Capita di vedere in giro auto con stampato ben visibile un numero...


















...ed e' un numero di BlackBerry Message.

Ufficialmente si dice essere allo scopo di vendere la macchina.
Ma ti pare??? Ma chi ci crede?
E infatti, lo scopo non detto, e' quello di essere contattati.
Scopo amicizia o possibile relazione, stabile ma anche no.
Astenersi perditempo.
Enjoy.



mercoledì 19 giugno 2013

WADJDA



Ieri sera abbiamo visto il film Wadjda, il titolo in italiano e' La bicicletta verde. Non che siamo andati al cinema eh, qui non esistono i cinema, sono vietati (pare ce ne sia uno solo nel regno, in una citta' universitaria a Jeddah), l'ho comprato online.
Il film e' dell'unica regista saudita esistente: Haifaa al-Mansour, che con molte difficolta' ha girato questo film a Riyadh, mettendoci 5 anni per trovare i soldi e per ottenere i permessi per girare. Pare che durante le riprese lei dovesse stare chiusa nel furgoncino, mentre gli operatori maschi giravano, comunicando con loro con un walkie-talkie, perche' non poteva mischiarsi con loro.
A me e' piaciuto tantissimo, non perche' sia un capolavoro, ma perche' non tralascia proprio nessuno degli aspetti della cultura e dei costumi di questo paese, anche alcune piccole cose. E' estremamente realistico e per chiunque abbia voglia di "vedere" questo paese, posso assicurare che e' esattamente cosi'. Tutto.
La storia e' quella di una bambina di 11 anni che sogna di avere una bicicletta verde che ha visto in un negozio, per poter fare a gara con un suo amichetto vicino di casa. E' da sapere che qui la bicicletta per le bambine e' vietata, in quanto attenta alla loro verginita'! Ma la bambina e' tenace e, ovviamente, alla fine ottiene la bicicletta. Cosi' ci scappa anche la lacrimuccia finale!
La regista ha veramente immortalato tutti gli aspetti del modo di vivere da queste parti, senza troppo giudicare, senza passare particolari messaggi, e' semplicemente una buona fotografia.
Un aspetto citato nel film, ma che proprio non mi sarei mai aspettata, e' nella storia di due compagne di scuola di Wadjda, che vengono punite davanti a tutte le altre, per "essere state scoperte in cortile a commettere un peccato. Per questo da oggi sara' vietato portare fiori a scuola, scrivervi lettere di affetto e ammirazione e nessuna potra' piu' tenersi per mano". In altre parole, due ragazzine in atteggiamenti omosessuali. Bene, qui si apre un altro capitolo, che vorrei approfondire in futuro, ma devo ancora indagare un po'.. Qui l'omosessualita' e' un grave peccato, anche se di fatto ne viene semplicemente ignorata l'esistenza. Ma la citazione del film non e' per dire cio' (nessuna campagna per i diritti dell'individuo, per capirci) ma semplicemente registra che l'omosessualita' e' una cosa comune, nelle scuole e in tutti quei contesti monogenere. Facile capire che anche se la segregazione tra maschi e femmine vuole evitare i contatti "inopportuni", la stessa non puo' soffocare le normali curiosita' e pulsioni di ragazzine e ragazzini che crescono. Ma ci ritornerò...

Intanto, per chiunque abbia voglia di avere un'idea veritiera sia della cultura che degli ambienti e degli spazi dove viviamo qui, guardi questo film, che vale la pena.

mercoledì 15 maggio 2013

PREOCCUPAZIONI ALIMENTARI

Pur non essendo una fanatica salutista, vedendo certe cose che vendono qui, qualche preoccupazione mi viene...

Innanzitutto le uova.
Gia' ho spiegato che qui se vuoi che le uova siano di galline vegetariane devi cercarle espressamente, altrimenti son uova da galline cannibali. Ma mi spiegate perche' qui le uova durano 3 (TRE) mesi mentre da noi solo 28 giorni??

Uovo saudita a scadenza trimestrale.

Avranno un culo speciale le galline saudite oppure in Italia ci inducono ad accelerare a buttare via prima del tempo?? Mah...

Poi i nemici delle arterie.
In Italia lo sanno anche i bambini dell'asilo che i grassi idrogenati fanno male e una roba del genere sarebbe impensabile da noi (e meno male!!):

Famoso come "Shortening", viene usato al posto del burro.
Certo, non ha il colesterolo del burro, ma guardate che ingredienti..........

 
Ingredienti dello "shortening": no comment


L'etichetta fa venire i brividi, eppure e' venduto come ingrediente per dolci e morbide creme! con la fantastica caratteristica di essere No Cholesterol: certo, e' l'alternativa al burro....quella brutta cosa piena di colesterolo! Fosse questo il problema...

In ultimo, il glutammato di sodio.
Io so che fa male solo perche' mia madre e' una vita che cerca il dado senza il glutammato, quindi mi sono convita che sia cosi'. Cercando online, effettivamente sembra che sia una possibile causa di cancro.
Ma qui non sembra un problema e viene venduto a pacchi da chilo!



Non so bene cosa concludere di tutto cio', non capisco piu' chi abbia ragione: e' che in Italia di raccontano un sacco di fregnacce oppure e' qui che se ne fregano?
Se qualcuno e' piu' informato condivida con me per favore...



sabato 27 aprile 2013

MARIO ROSSI

Vi presento il signor Mario Rossi saudita: Abdullah A Mohammed!

cartellone pubblicitario della carta di credito


dettaglio della carta del signor Mario Rossi!

Scusate, sara' una scemenza, ma io sono morta dal ridere...e' mi accontento di poco!
Comunque qui davvero si chiamano tutti cosi'...


domenica 21 aprile 2013

IL GIOCO DEL 15: UN ALTRO VOLO SAUDIA

Questo e' that time of the year in cui dobbiamo, per contratto, utilizzare un volo Saudi Airlines...l'incubo di tutti gli expat!

Il volo dell'anno scorso l'ho raccontato qui, tanto per rinfrescarvi di quanto sgrausa sia questa linea e di che esperienza sia volarci!

Quando sali sull'aereo, stai tranquillo che all'80% trovi gia' qualcuno seduto al tuo posto. Soprattutto se hai uno di quei bei posti con un po' di spazio per le gambe.
E' che i sauditi se ne fregano di avere una carta di imbarco, di avere un posto assegnato: loro salgono e si siedono nel posto che gli pare migliore! Salvo poi dover rimettere le cose a posto.
Durante l'ultimo volo, il numero di spostamenti della nostra fila e' stato incredibile, ecco perche' mi ricorda il Gioco dei 15: continui a spostare le tesserine finche' non trovi la combinazione ottimale!

Ho grande compassione per le hostess di questi voli...

Ma gli spostamenti avvengono anche per un altro motivo: ricordiamoci che siamo in Arabia Saudita, anche se stiamo volando, e che le regole di segregazione tra i sessi valgono anche qui. Supponiamo che una donna viaggi da sola o col marito, ma che il posto di fianco a lei sia assegnato ad un uomo. E certo che questo e' un problema enorme. E va risolto.
Puo' capitare che il maschio vicino di poltrona o la hostess stessa si prendano la briga di accertarsi che questo non sia un problema per la signora ed eventualmente ecco che riparte il Gioco dei 15: tu vai qui, tu ti sposti di la', voi vi invertite e voila'! Ce l'abbiamo fatta a sistemarvi tutti!

Le operazioni di imbarco passeggeri sono davvero incasinate e una volta finite, la hostess puo' finalmente annunciare al microfono: "Gentili passeggeri, tutti i clienti sono stati imbarcati, potete ora occupare i posti liberi disponibili".

E via che il Gioco dei 15 riparte e le tesserine si reincasinano un'altra volta.

ماشاء ألله

PAESE CHE VAI, GENTE CHE DIVENTI

Qualche mattina fa, io, amica P e amica C, in un negozio di abaye:
"Oh! Guarda questa! Non e' bellissima??",
"Oh, si: bella. Mi piace questo modello, e' comodo e va' come cade bene",
"E quest'altra?? che bel pizzo...",

e poi, un attimo di silenzio, ci guardiamo e:
"How sad is this?? Stiamo guardando con tutto 'sto interesse delle ABAYE?? E le troviamo belle??". Una volta mi sembravano tutte uguali...

Chiaro sintomo del, gia' troppo, tempo passato qui.
E non e' l'unico.
Ormai guardo solo oggetti tempestati di brillantini!! Come vuole il fashion locale. E questo e' un altro, brutto, segno.
Mica per niente sono felicissima della mia nuova abaya tutta sbarluccichina!!!


Dai, un po' e' normale. Cambi paese e volente o nolente, un po' ti adatti al gusto locale. Un po' perche' a furia di vedere certe cose ti ci abitui, un po' perche' non riesci a trovare le cose di tuo gusto.

Esempi?

Ti abitui a vedere certe cose e non ci fai caso? Certo, ormai anche le pianelle e i mocassini da donna ti sembrano belli, anzi, quasi eleganti! E lo sono ormai, rispetto ai sandali o ciabatte piatte che si mettono tutti i giorni. Sono lontani i tempi in cui potevo stare tutto il giorno su un tacco 12!

Non riesci a trovare le cose di tuo gusto? Quando cambi un po' di parrucchieri qui e ti rendi conto che la prima volta esci come Martin Kemp degli Spandau Ballet e l'ultima volta esci come Rod Stewart...Allora capisci che non sei stata sfigata, ma che proprio l'hanno fatto di proposito, convinti che sia fashion! E non importa che il/la parrucchiere/a sia una filippina androgina, un'araba che fuma di nascosto (ma la puzza di fumo, bella, resta!), un'etiope con accento britannico (almeno ci prova) o un libanese cattolico emigrato in Bahrain... (tutti esempi reali e documentabili): questo offre sto convento. Prendere o aspettare di tornare in Italia.

Eppure a me, tutto cio' piace un sacco...

اَلسَّلامُ عَلَيْكُمْ