martedì 15 agosto 2017

CREATURES

Gia' prima di venire quassù sapevo dell'esistenza dei Camel Spiders, i ragni dei cammelli. Gia' il nome fa venire i brividi...poi da aracnofobica quale sono sempre stata, la cosa non prometteva niente di buono.
Mi sono informata un po' online e so che non sono pericolosi ma che se li incontri di giorno, tendono a seguirti per stare nella tua ombra....😱😱
Persone che vivono qui da anni e anni mi avevano detto che ne aveva visto forse uno una volta....quindi ero tranquilla.
Fino a ieri mattina.
Esco a fare la mia camminata veloce tra i due muri del compound (una specie di ora d'aria per carcerati) e proprio vicino all'uscita.....eccolo. 🙈🙈


Camel Spider

Si, sembra un po' strano, ma e' perche' ha le zampette in su.
E' morto.
L'ho fotografato. L'ho osservato un po'. Finche' ce l'ho fatta.
Fa schifo.
Pero' a pensarci bene, nonostante i peli sulla pancia che sono orripilanti, sembra un granchio. Non e' che la cicala di mare sia piu' bella, no?

Vabbe', al momento mi accontento di averlo visto da morto. Mi risparmio volentieri di vederlo camminare!

Siccome non ci facciamo mancare niente, un pomeriggio eravamo downtown, nel cuore del souq. Parcheggiamo e appena apro la portiera trovo questo ad accogliermi!!



Piuttosto grosso direi, considerando che e' secco come uno stoccafisso!
Ho avuto uno di quei momenti difficili del tipo......

ma dove cavolo sono finitaaaaaa!!!!!!!

Altre bestiole che non mancano da queste parti sono i piccioni, essendo il compound in mezzo ai campi. Ma quelli non mancano neanche a Milano. Quindi niente foto.

إلى أللَقاء

mercoledì 9 agosto 2017

TABUK FESTIVAL

In mezzo ai cartelli solo in arabo, un giorno e' spuntato questo:




Chiedendo aiuto a colleghi sauditi, identifichiamo luogo e data (le date sono quelle del calendario Hajiri) del Tabuk Fruit e Flower Festival!


Occasione da non perdere per comprendere meglio la citta' in cui sto vivendo. E ne e' valsa la pena.

Abbiamo girato un po' e ovviamente non solo eravamo gli unici occidentali, ma ero anche l'unica donna di cui si vedeva il viso.


Ad un certo punto siamo stati approcciati da una ragazza che lavorava per il festival e con le mie 4 parole in arabo e le sue 4 parole in inglese, ci siamo intese! Ci ha accompagnato in giro per il festival, visitando il piccolo padiglione dove vendevano piante fiori e frutta, tutti della regione di Tabuk che ha un clima decisamente piu' mite rispetto a quello della costa sul golfo Persico dove vivevamo prima. Quali ospiti d'onore ci e' stato concesso di fare il giro in senso inverso rispetto a tutto il resto del pubblico! Piccole cose per farti sentire importante!



All'esterno c'era un'esposizione di fotografie di Tabuk oggi e di 30 anni fa. Che questo sia un paese strano lo sapevamo, ma ogni giorno ci sono piccole cose inspiegabili: le foto fatte ai giorni nostri ci e' stato spiegato che sono state fatte con i droni, e anche sul festival svolazzavano dei droni. Peccato che i droni in Saudi siano vietati! There is always a way...ci hanno detto!

Poco piu' avanti c'era un lungo pannello dove chiunque poteva contribuire a dipingerlo: l'artista (un saudita di Qatif) dice che vuole realizzare il pannello dipinto piu' lungo al mondo, in onore di Pace e Amore!


Con la nostra accompagnatrice, abbiamo avuto modo di scambiare parole con altri espositori e organizzatori.

La nostra accompagnatrice Tahani
e in secondo piano l'artista del pannello



Devo ammettere che l'impressione generale e' stata molto buona: la gente e' accogliente e friendly, sembrano diffidenti solo perche' non sono abituati a vedere troppi occidentali, parlano poco l'inglese. Ma le persone sembrano piu' genuine rispetto alla ricca Khobar, dove ormai tutti (soprattutto le donne) hanno il pelo sullo stomaco (e non solo in senso figurato!). Le donne sono tutte completamente coperte ma stando accanto alla nostra accompagnatrice, ho avuto la sensazione che gli scambi tra ragazzi e ragazze non siano particolarmente limitati. Insomma questa parte di paese mi sembra piu' reale, magari un po' piu' chiusa per limitate possibilità, ma piu' vera e con i piedi per terra. Qui i sauditi devono lavorare: al Festival, alle bancarelle erano quasi tutti sauditi, giovani e adulti, dietro ai banchi.






Sono soddisfatta di questa esperienza, come tutte le volte che mi infilo in queste occasioni speciali in mezzo ai locali! Questa la archivio nella lista delle cose positive di Ta-buk!



giovedì 3 agosto 2017

BENVENUTI A TABUK!

Saaaaaaaaalve...dopo quasi 2 anni di silenzio, arieccomi!


Perche' non ho scritto fino ad ora?

Perche' non avevo niente di interessante da dire, perche' avrei dovuto parlare di persone che oramai sanno bene che sono io dietro a questo blog, perche' ero entrata in una noiosa routine, insomma perche' mi ero rotta le palle.


Perche' devo ricominciare a scrivere??

Si, "devo", nel senso che ne sento il bisogno. Perche' sono successe un bel po' di cose in questo tempo: alla fine della fiera siamo ancora qui in Saudi, ma in un nuovo posto.....nella ridente cittadina di Tabuk! E gia' il nome e' tutto un programma.....a me ricorda "il buco". Non vi dico di che cosa, ma lo capirete presto. Se dopo quasi 6 anni di Khobar credevo di aver trovato un certo equilibrio della mia vita in Saudi, se possibile qui ho potuto fare un passo in avanti....o indietro??? Vedremo.



Quasi tutti i cartelli stradali sono solo in arabo,
ma su questo il mio arabo basico mi aiuta!



Esemplare del parco auto medio di Tabuk
la Ford davanti e' un'eccezione


Insomma, sono qui da qualche mese e: o mi rimetto a scrivere o impazzisco!


Riassumiamo un attimo:

- nuovo compound, nuove persone. Come in ogni posto ci vuole del tempo per conoscere gente, capire con chi ci si trova bene e chi si ha piacere di frequentare. Mettici poi il fatto che il quasi tutti qui parlano inglese come prima lingua, e' evidente che, nonostante i passi da gigante, la lingua e la cultura che uno si porta dietro dal proprio paese e' sempre un ostacolo molto forte, nel senso, per esempio, che quello che fa ridere me, non e' quello che fa ridere loro. Appena arrivata, quasi tutti hanno detto che questo e' un piccolo compound e che la gente e' very friendly ed e' come una famiglia......alla terza persona che mi ha detto la stessa cosa sono corsa a mettermi le mutande di ferro! Alla fine tutto il mondo e' paese, puoi cambiare compound, gente, ma alla fine e' come vivere ad Aramengo (esiste davvero! provincia di Asti, 584 abitanti): tutti sanno tutto di tutti e tutti hanno sempre da ridire su qualcosa e i pettegolezzi e le lamentele sono sempre incredibilmente le stesse! Ad onor del vero, ci sono anche persone gradevoli eh. Ma che due maglioni pero'......
La prima volta che sono uscita di casa, una signora mi si e' presentata e sapeva gia' il nome del mio gatto.
La seconda persona che mi si e' presentata sapeva gia' dove abitavo e che lavori stavo facendo in giardino.
La terza persona che mi si e' presentata mi parlava di una signora che doveva venire qui ma proprio durante il trasloco ha avuto un problema di salute e ha dovuto ritardare l'arrivo.....le ho dovuto dire che quella persona ero io. Non.ho.parole. Benvenuti a Tabuk City.


nuova citta'. Tabuk ha oltre mezzo milione di abitanti, ma e' pur sempre una citta' remota ed agreste, lontana dai fasti (ahahahaha!!!!!!) di Jeddah Riyadh o Khobar! Insomma di fatto e' una citta' in mezzo al deserto, in mezzo al niente. I sauditi qui lavorano (addirittura?!?!?), coltivano la terra (si, qui il clima e' decisamente migliore che sulla costa) e pascolano le capre. Le donne qui (tutte coperte da capo a piedi, nessuna faccia scoperta..sia mai!) si occupano della casa, le povere schiave asiatiche o le tengono ben chiuse in casa (e quindi io in giro non le vedo) oppure non le hanno. E in giro ci vanno con i mariti, perche' qui di driver se ne vedono decisamente meno che nelle grandi citta'. Insomma per capirci sulle distanze, Jeddah (la piu' vicina citta' piu' grande di Tabuk) e' a 1.000km!! Mica dietro l'angolo! Qui non c'e' il Bahrain per distrarsi (la Giordania non e' lontana ma andarci e' piu' un pain in the ass che il beneficio che ne trai). Qui lo shopping e' scarso e penoso. Qui la ricotta e la mozzarella, quella vera, non sono ancora arrivate. E io soffro.


- nuovo mood. A inizio 2017 ho avuto un grosso e improvviso problema di salute (di cui magari racconterò, non tanto per dirvi i cacchi miei ma perche' puo' essere utile ad altri espatriati che devono gestire emergenze da forestieri). Grazie al cielo non ho avuto alcuna conseguenza permanente e sono tornata, lentamente, a quella che ero prima, ma se nel corpo sto tornando in forma, nella testa qualcosa e' cambiato (e non perche' me l'hanno letteralmente aperta!). Almeno per ora. Se gia' ero intollerante a tante cose prima, ora lo sono ancora di meno: quando scampi ad un'operazione al cervello e ti rendi conto che qualcuno ha voluto che tu restassi ancora su questo mondo, un motivo ci deve pur essere, pensi.....e questo motivo non può che essere qualcosa di positivo, qualcosa che deve portare ad un miglioramento della tua vita e non di sofferenza....right??? Bene, quindi, visto che siamo qui per lavorare, per realizzare degli obiettivi, qui dobbiamo stare ancora un po'. Devo solo trovare my way...


Bene. Questo ultimo punto e' forse quello che mi sta scatenando ancora il desiderio di scrivere. Ma cercherò di farlo solo se ne avrò voglia. Se mi divertirò a farlo. Perche' il blog non e' un dovere. E la gente, a meno che non siano tuoi parenti, lo legge perche' e' piacevole e per niente altro. (Diciamo anche che il mio blog lo leggono di piu' gli estranei che i miei parenti.....tie')


Ah. Avvertenza. Che tu sia italiano e sai chi sono perche' vivi anche tu da queste parti, piuttosto che tu sia un amico inglese e mi stai leggendo grazie a Google translator, sappi che non sto parlando di te.....nononono, di tutti gli altri si, ma di te proprio no! Leggete con leggerezza, magari esagero un po', tanto per fare un po' di show, e facciamoci una risata che fa bene alla salute!


A presto con buone nuove da Ta-buk!