mercoledì 19 giugno 2013

WADJDA



Ieri sera abbiamo visto il film Wadjda, il titolo in italiano e' La bicicletta verde. Non che siamo andati al cinema eh, qui non esistono i cinema, sono vietati (pare ce ne sia uno solo nel regno, in una citta' universitaria a Jeddah), l'ho comprato online.
Il film e' dell'unica regista saudita esistente: Haifaa al-Mansour, che con molte difficolta' ha girato questo film a Riyadh, mettendoci 5 anni per trovare i soldi e per ottenere i permessi per girare. Pare che durante le riprese lei dovesse stare chiusa nel furgoncino, mentre gli operatori maschi giravano, comunicando con loro con un walkie-talkie, perche' non poteva mischiarsi con loro.
A me e' piaciuto tantissimo, non perche' sia un capolavoro, ma perche' non tralascia proprio nessuno degli aspetti della cultura e dei costumi di questo paese, anche alcune piccole cose. E' estremamente realistico e per chiunque abbia voglia di "vedere" questo paese, posso assicurare che e' esattamente cosi'. Tutto.
La storia e' quella di una bambina di 11 anni che sogna di avere una bicicletta verde che ha visto in un negozio, per poter fare a gara con un suo amichetto vicino di casa. E' da sapere che qui la bicicletta per le bambine e' vietata, in quanto attenta alla loro verginita'! Ma la bambina e' tenace e, ovviamente, alla fine ottiene la bicicletta. Cosi' ci scappa anche la lacrimuccia finale!
La regista ha veramente immortalato tutti gli aspetti del modo di vivere da queste parti, senza troppo giudicare, senza passare particolari messaggi, e' semplicemente una buona fotografia.
Un aspetto citato nel film, ma che proprio non mi sarei mai aspettata, e' nella storia di due compagne di scuola di Wadjda, che vengono punite davanti a tutte le altre, per "essere state scoperte in cortile a commettere un peccato. Per questo da oggi sara' vietato portare fiori a scuola, scrivervi lettere di affetto e ammirazione e nessuna potra' piu' tenersi per mano". In altre parole, due ragazzine in atteggiamenti omosessuali. Bene, qui si apre un altro capitolo, che vorrei approfondire in futuro, ma devo ancora indagare un po'.. Qui l'omosessualita' e' un grave peccato, anche se di fatto ne viene semplicemente ignorata l'esistenza. Ma la citazione del film non e' per dire cio' (nessuna campagna per i diritti dell'individuo, per capirci) ma semplicemente registra che l'omosessualita' e' una cosa comune, nelle scuole e in tutti quei contesti monogenere. Facile capire che anche se la segregazione tra maschi e femmine vuole evitare i contatti "inopportuni", la stessa non puo' soffocare le normali curiosita' e pulsioni di ragazzine e ragazzini che crescono. Ma ci ritornerò...

Intanto, per chiunque abbia voglia di avere un'idea veritiera sia della cultura che degli ambienti e degli spazi dove viviamo qui, guardi questo film, che vale la pena.

9 commenti:

Paola White ha detto...

Questo si che è il regalo che mi farò personalmente per il mio compleanno... grazie per il tuo blob Diana!

CeciliaChristine ha detto...

Mi ha proprio incuriosita questa storia ... Segnato nella mia lista dei prossimi film da vedere ...

La formica scalza ha detto...

anche a me incuriosisce molto. Il mio compagno é spesso in Arabia per lavoro e io "rosico" a non poter essere nemmeno lontanamente partecipe di quello che lui vive e vide, magari con questo film potrei farmi un´idea. se lo trovi su internet Cecilia me lo fai sapere?

Saudia ha detto...

Io l'ho comprato su iTunes

Anonimo ha detto...

mio marito è in arabia da poco più di 15 giorni.
da quando abbiamo saputo della sua partenza divoro il tuo blog per cercare di capire meglio il mondo in cui è immerso.
Grazie mille per queste tue fotografie!
francesca

Anonimo ha detto...

ho appena finito di guardarlo ti ringrazio è davvero bellissimo sto ancora piangendo.
Volevo chiederti se esiste una qualche differenza fra il modo di vivere del ceto medio come nel film e coloro più ricchi e che magari hanno figli che sono stati all'estero

Saudia ha detto...

grazie davvero.. mi fa piacere che quello che posto scateni la vostra curiosita' su questo paese cosi' diverso.

Anonimo (l'ultimo): io non so dirti esattamente le differenze, considera pero' che gia' la famiglia del film non e' delle piu' chiuse (la moglie puo' lavorare come insegnante), mentre forse la famiglia dell'amica che lavora in ospedale e' un po' piu' aperta, visto che glielo permette. In generale pero' il fatto e' che la mentalita' e' la stessa per tutti, anche se con sfumature diverse. Riguardo al lavoro per le donne, e' sempre una concessione della famiglia, mai un diritto della donna stessa di scegliere. Anche per esempio per la stessa regista: e' sempre la famiglia che le ha permesso di fare questo lavoro, non avrebbe potuto fare altrimenti.
Poi considera che e' molto forte il giudizio della gente: per questo molte famiglie adottano certi comportamenti quando sono in Saudi e altri quando invece sono fuori.

phil ha detto...

Beh io lo avevo già visto è molto interessante!!!!

Saudia ha detto...

vero, ciao Phil!