martedì 14 novembre 2017

EMERGENZA SANITARIA ALL'ESTERO: LA MIA ESPERIENZA

Ok, ho aspettato anche troppo, e' ora che io racconti un poco quello che mi e' successo alcuni mesi fa.
Non mi interessa dare i dettagli del problema sanitario in se', ma magari qualche consiglio basato sulla mia esperienza...che nella vita non si sa mai!

A fine gennaio di quest'anno io e marito stavamo traslocando verso la ridente località di Tabuk e la sera stessa del primo giorno di impacchettamento da parte dei traslocatori mi sono sentita male e sono stata ricoverata in ospedale.
L'assistenza immediata e' stata ottima, in quanto nel nostro compound avevamo degli infermieri di turno 24h che con l'ambulanza in dotazione mi hanno trasportata all'Emergency.

Una volta all'Emergency ho ripreso un po' di conoscenza, ho chiesto cosa mi era successo e mi e' stato detto che non lo sapevano 😐, hanno fatto degli esami e hanno chiamato in piena notte il neurologo di turno. Un giovane palestinese che si e' fatto in 4 per me per le 2 settimane successive che ho passato in ospedale.

In Arabia Saudita dicono che il livello dell'assistenza sanitaria e' ottima a livelli occidentali. E io ho sempre pensato che lo fosse. Purtroppo il mio dottore aveva poca esperienza. La prima evidenza dagli esami era un'emorragia cerebrale ma non si sapeva il perche'. Io non ci potevo credere. Ma come?!?! Sono viva e parlo con un'emorragia cerebrale?!?! (anche se moooooolto sbattuta e con gravi problemi - la gamba sinistra era per la maggior parte insensibile e non potevo camminare). La buona notizia era che l'emorragia era contenuta e non necessitava di immediato intervento chirurgico (dicevano che a Dammam c'era una brava neurochirurga indiana...😯). Sono stata una settimana in terapia intensiva, dove dopo circa 5 giorni ho ripreso la maggior parte dell'uso della mia gamba, anche se avevo ancora enormi problemi di equilibrio. E poi un'altra settimana nel reparto normale. Nel frattempo mi hanno fatto altri esami e, stabilito che necessitavo di intervento al cervello e che potevo prendere un aereo, e' stato organizzato il mio rimpatrio medico assistito e immediato intervento chirurgico a Milano. Tramite assicurazione sanitaria ho avuto un medico specializzato in medicina d'emergenza che mi e' venuto a prendere in ospedale e in una staffetta di ambulanza-aereo-ambulanza sono arrivata in ospedale a Milano dove il giorno dopo sono stata operata, con successo pieno!!!!

Per chiarezza, la compagnia sponsor di mio marito era pronta a pagare per il rimpatrio e a fornirci un infermiere come accompagnatore ma la cosa presso l'assicurazione sanitaria internazionale e' scalata e i loro legal advisors hanno preteso un rimpatrio secondo i loro criteri. Che hanno pagato. Caro.

Sono seguiti 2 lunghi terribili mesi di convalescenza ma ora sono tornata perfettamente funzionante 😁😁! Sono stata molto fortunata e sono grata a chi lassù mi vuole ancora bene. 💙💙

Aggiungiamoci che la diagnosi in Saudi era di un possibile tumore cerebrale  (solo dopo 2 settimane, consultando prima un neurochirurgo amico di un'amica e poi uno dei migliori neurochirurghi italiani ho avuto la corretta diagnosi: una non comune malformazione di capillari chiamata angioma cavernoso cerebrale, che appunto aveva sanguinato) e l'essere in un paese da forestiero.... Momenti difficili.

Questo in brevissimo quello che e' accaduto.

Venendo al punto di vista un po' piu' pratico.

MEDICAL INSURANCE IN SAUDI: Gli ospedali in Saudi saranno anche a livelli occidentali ma sono tutti a pagamento, stile USA che se non hai la tesserina puoi anche morire sulla barella.. anche se i prezzi sono un po' piu' decenti. L'assicurazione sanitaria in Saudi e' obbligatoria e fornita dallo sponsor: accertatevi che copra il piu' possibile, che in situazioni difficili e' un attimo usare tutto il plafond! Il provider della medical insurance della compagnia era cambiato da pochi giorni e non so perche' ma quella notte hanno avuto qualche difficolta' con la tesserina e se marito non avesse pagato cash la TAC (1500SR circa 350 euro), nonostante le mie condizioni difficili mi avrebbero lasciata li. Poi ovviamente le cose con l'assicurazione si sono sistemate ma fino alla mia dimissione non ci hanno rimborsato quei soldi.

INTERNATIONAL MEDICAL INSURANCE: questa non e' obbligatoria ma grazie al cielo noi l'abbiamo sempre pagata volontariamente. Il mio rimpatrio, piuttosto costoso (e non solo perche' abbiamo viaggiato in Business Class sull'A380 di Emirates..non mi capiterà mai piu' nella vita 😂😂😂 e non ho neanche potuto godermi lo champagne!!!) e' stato interamente organizzato e pagato direttamente dall'assicurazione. Consiglio caldamente di averla perche' ricordate che da iscritti AIRE (e se risiedi all'estero devi iscriverti all'AIRE!!) si perde l'assistenza sanitaria in Italia (se non in particolari circostanze sulle quali non mi avventuro). Purtroppo l'ospedale scelto per l'intervento non fa parte del  network dell'assicurazione quindi, per non dover rinunciare alla nostra scelta, abbiamo dovuto anticipare la somma (significativa) e pregare la madonna che ci rimborsassero  tutto. Cosa che e' successa 😥😥.

QUALITA' DELL'ASSISTENZA MEDICA: in ospedale a Khobar ero come in un hotel a 5 stelle, a Milano sembrava di essere in una cella di San Vittore, sebbene io fossi nel reparto Solventi!! Eppure a Khobar mi hanno dimessa dicendomi che avevo un tumore al cervello, a Milano mi hanno operata con successo e senza alcuna sbavatura di angioma cavernoso cerebrale. Le infermiere filippine di Khobar erano spettacolari...sono state simpaticissime e gentili con me, forse perche' io lo ero con loro, forse perche' non suonavo per chiamarle 300 volte al giorno per farmi mettere o togliere i calzini (come invece le saudite facevano...). Quando sono partita sono venute in tante a salutarmi, compresa la capa delle nurse! Il mio dottore a Khobar ha fatto tutto il possibile, ha chiesto per me il meglio che poteva e veniva a trovarmi due volte al giorno..purtroppo non aveva abbastanza esperienza per una diagnosi corretta e anche se e' poi andato tutto bene l'agonia e' stata prolungata senza necessita'.
Insomma, meno male la mia mente non era proprio al cento per cento (diciamo che ho vissuto in uno stato tipo sbronza perenne - gambe molli, barcollamenti, disequilibrio, senza parlare delle implicazioni psicologiche...continuavo a testare me stessa se ero ancora capace di capire o se mi ero rincoglionita del tutto) per le 2 settimane che sono passate tra la crisi convulsiva e l'intervento chirurgico, il che mi ha permesso di non crollare emotivamente.

Ma e' tutto bene quel che finisce bene! Io ora sto benissimo, l'assicurazione ha pagato tutto e ho anche imparato bene il sistema per ottenere i rimborsi nonostante le normali diffidenze delle medical insurance! Tie'.

E' stata un'esperienza terrificante, che non auguro a nessuno, ma spero che possa convincere quei pochi che sono scoperti dall'assicurazione internazionale a  stipularla, che possa aiutare chi si trova in una situazione simile a tenere sangue freddo e confrontarsi con i medici italiani....e non dimentichiamoci che il sistema sanitario italiano e' tra i primi 3 al mondo!!!!!!!!
Trattiamolo bene, non lamentiamoci e non abusiamone. Amen.


6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao che coraggio hai avuto. Si in Italia ci lamentiamo sempre come diceva mia nonna a gamba sana, forse nei nostri ospedali siamo un po allo stretto e il personale non sempre è carino e gentile, ma in compenso usciamo quasi sempre guariti e non costretti a venderci la casa per pagarci la salute. Un abbraccio.

Saudia ha detto...

Dopo tutto questo io dico grazie almeno 20 volte al giorno...per qualsiasi ragione. Mi passera' probabilmente!
Cmq io sono stata fortunata e ho trovato personale gentilissimo anche a Milano, anche se tutti sempre un po' di corsa...

Phil ha detto...

Salve Saudia!!! Mi fa molto piacere che sia tornata a scrivere attivamente in questo suo interessante blog. Mi dispiace molto per quello che ha dovuto affrontare ma sono felice che ora stia bene. Ho conosciuto un cittadino saudita di Jubail. Con lui parlo spesso di economia e calcio (visto che l'Arabia dopo quasi 12 anni di assenza andrà ai mondiali mentre l'Italia incredibilmente non si è qualificata). Mi sa che ci si trova meglio a Khobar piuttosto che a Tabuk. Comunque leggerò' questo nuovo libro Otto mesi a Ghazzah Street dopo che ho letto piacevolmente Il velo strappato. A presto!

Saudia ha detto...

Grazie Mille Phil! Tabuk non è un posto semplice ma basterà comprendere cosa di diverso offre e aprirsi alla conoscenza!
A presto!

Gnigni9023 gni ha detto...

ciao! mi dispiace tanto per questo tuo problema di salute e sono contenta che tu ti sia ripresa! Ho sempre seguito il tuo blog dal 2012 e oggi ci sono entrata per caso e quando ho visto dei post che erano stati pubblicati nel 2017 non riuscivo a crederci, sono molto felice che tu sia tornata a scrivere! buon Natale e felice anno nuovo!

G.

Saudia ha detto...

Grazie mille G.!