lunedì 6 gennaio 2014

HAIRDRESSER SAGA

Continua la mia odissea tra le parrucchiere saudite...
Diciamo subito che stavolta mi è andata abbastanza bene..cioè, sono uscita che, per stessa ammissione della parrucchiera filippina, somigliavo a Justin Bieber, ma poteva andare peggio!
Superato l'ostacolo tecnico, ecco qualche conversazione tra le astanti.

Chiacchiere dalla parrucchiera:

DIALOGO #1:
Personaggi:
Cliente italiana, non paga di altre esperienze di parrucchiere saudite, ci riprova.
Parrucchiera filippina, armata di phon.

Dialogo (stralcio):
9.00 di un giovedì mattina (quindi pre-week-end).
Pf: "Madam, hai fatto bene a venire presto che oggi siamo fully booked! Ma a quest'ora le saudite dormono ancora!"
Ci: "Vengono a farsi belle?"
Pf: "Eh si Madam, qui tutti i week-end hanno feste, ma lo sai no, alla saudita maniera...solo tra donne!"
Ci: "Ah. Ma sono matrimoni?"
Pf: "Matrimoni ma anche solo feste, tutti i week-end sono impegnatissime! Hanno quasi tutte i capelli mossi ma li vogliono dritti..poi loro non hanno i capelli come i nostri (nda: perche'?? i miei capelli sarebbero come i suoi?? mah....non mi pare proprio, anche se forse farei cambio lo stesso!), sono grossi e tanti e ci vuole tantissimo a lisciarli!"
Ci: "Un bell'esercizio per le tue braccia!"

Curiosita': ma che senso ha spendere ore dal parrucchiere se poi ti devi coprire testa e faccia?? Non si rovina l'acconciatura?? Bene, per ovviare a cio' la parrucchiera crea, con i capelli lisciati, dei mega boccoli all'altezza delle orecchie, che fissa con delle mollette, sopra a questo mettono il velo. Così' tengono la piega, senza rovinarla, fino alla festa.

DIALOGO #2:
Personaggi:
Cliente araba ma non saudita, forse libanese o siriana: capelli scuri di lunghezza media, corporatura cicciotella, più vicina ai 40 che ai 30. Vedendo la pubblicità di un prodotto con una bellissima modella con una montagna di boccoli biondi, chiede se e quando potranno farglieli uguali: "I want like that.". Seeeeee...sogna!
Parrucchiera filippina: di mezza età, sposata con un saudita...dettagli a seguire.

Dialogo (stralcio):
Cliente cessa, aspirante figa: "com'è sposare un uomo di un altro paese?"
Parrucchiera fili-saudita: "It's ok!"
Ccaf: "sai, c'è un egiziano che vuole sposarmi...è un medico ma non so cosa fare, non sono molto convinta..poi sai, lui una moglie ce l'ha già, io sarei la seconda"
Pfs: "io sono contenta! Anche io sono la seconda ma stiamo bene. Ci siamo conosciuti a dicembre l'anno scorso, dopo un mese mi ha chiesto di sposarlo! Ci ho messo un pò a decidere, ma poi ad agosto l'ho sposato!"
Ccaf: "ti ha chiesto di cambiare religione?"
Pfs: "no no..non era un problema, non mi sono convertita. Comunque anche se non andrà bene io sono a posto.."
Ccaf: "se ti lascia cosa ti deve dare??"
Pfs: "mi deve dare una casa!"
Ccaf: "mmm...bè così va bene..tornerai nelle Filippine?"
Pfs: "penso di si..ma per adesso va bene così!"
Ccaf: "voglio i capelli così! Quando riesci a farmeli così?" (=fluente bionda chioma boccolosa)
Pfs: "Mmmmmmaybe.................intanto facciamo ancora qualche trattamento di cheratina..va la'"

Amen.


venerdì 27 dicembre 2013

HAPPY MERRY CHRISTMAS!

la card di Kalumandel!

Terzo Natale in Saudi: passata la festa, gabbato lo santo. Quasi non ce ne siamo accorti, ammetto.
Festeggiare il Natale qui e' vietato, ma poi di fatto si fa lo stesso. A modo nostro!

Decorazioni e albero:
Le decorazioni di Natale sono ovunque: te le sei portate ben nascoste nelle valigie o le hai acquistate nei retrobottega di negozi di fiducia. L'importante e' fare le cose con cautela: per esempio evitare di andare a Bahrain a prendere addobbi natalizi nei 20 giorni che precedono il giorno, perche' alla dogana diventano inflessibili e requisiscono tutto! Anche innocue ghirlande verdi e rosse..

Panettone:
Di solito si trova, anche se venduto a peso d'oro! Quest'anno pero', l'inaspettata affluenza di italiani (che ovviamente scappano dall'Italia) ci ha fregato e i pochi panettoni in vendita sono andati a ruba…e noi niente!!!!! Meno male che un'amica italiana ha condiviso con noi meta' del suo pandoro!

Cenone:
Cenina semmai…la nostra tradizione e' di festeggiare la mattina del 25 e conseguente pranzo, ma qui, essendo giorno lavorativo (sgrunt!) abbiamo dovuto anticipare alla sera del 24: cena solo un po' piu' calorica del solito, apertura regali prima delle 22 e a nanna presto, che domani se va' a lavura'! Capodanno non sarà diverso..

Auguri:
Alcuni integralisti dicono che a un musulmano e' vietato fare gli auguri di Buon Natale perche' e' come ammetterne l'esistenza. Poi in realtà qualcuno ti fa gli auguri, anche se sottovoce! E alcuni auguri sono davvero inaspettati e graditi… Tipo il giardiniere indiano (e indù) che ti consegna una Xmas card non firmata con scritto: "Have a Merry Christmas daughter!"

O il ragazzo bangla (musulmano) che ti dice….

"Happy Merry Christmas, Madam!"

Buon Natale a voi...


giovedì 5 dicembre 2013

CORE DE MAMMA

In occidente e in Italia in particolare non siamo abituati a vedere cosi' tanti pancioni, qui invece le donne sono sempre incinte. Considerate che il numero "giusto" e' 5 figli, ma c'e' chi non si risparmia e ne sforna un numero a due cifre!
Fanno figli per la loro religione e anche perché le donne qui non hanno molto altro da fare: avere figli e' l'unica ragione per essere al mondo. Ma l'avere figli non ha niente a che vedere col senso di maternità.

Sara' che in occidente i figli costano così tanto e che le necessita' di una donna nel corso della sua vita sono così' tante che i nostri bambini sono pochi e preziosi. Qui no. Mettono al mondo figli che sembra non abbiano alcuna voglia di crescere, a cui non danno troppo amore e neanche tanta educazione.
La scena comune e' quella di una saudita coperta da testa a piedi (i figli la riconoscono dall'odore!) con una manciata di ragazzini intorno e con la nanny che li rincorre (di solito sono cariche di zainetti e shopping bag). Si perche' qui i bambini sono cresciuti dalle nanny, filippine indonesiane o indiane, che diciamocelo, di sti bambini non gliene fotte niente. Gia' molto spesso devono subire molestie dai loro padroni, dal marito porco o dalla/e moglie/i manesca/he, e per sopravvivere diventano come automi senza espressione ne' sentimenti. Così si occupano di guardare sti bambini il minimo indispensabile affinché non si facciano troppo male. Senza dare loro il minimo affetto ne' educazione. Crescono come selvaggi. Noi siamo forse esagerati in senso opposto, ma qui io non ho mai visto sgridare un bambino ne' tantomeno fargli una carezza. Fanno quello che vogliono e basta. Nessuno li guarda, nessuna cautela per la loro sicurezza. E' normale vedere neonati in braccio al guidatore di un'auto o un bambino piccolo in piedi di fianco all'autista che si spalma sul cruscotto…altro che cinture o seggiolini!! Tant'e' che, con poca delicatezza, gli expat li chiamano "human airbag"...

Un esempio:


bambina che gode del panorama

E con questo modo di fare, e' ovvio ogni tanto succedano le disgrazie, come quella riportata da RyadhConnect qui, dove 3 fratellini sotto i 10 anni sono annegati in una piscina. Non faccio fatica a immaginare i genitori non lontani ma che pensavano a tutt'altro che a guardare che i figli non si ficcassero nei guai.

Parecchio interessante e' poi la foto che questa testata ha scelto per rappresentare la notizia. Eccola:

la delicata immagine scelta per annunciare una disgrazia

Ma si può?? Cultura diversa, sensibilita' diversa, ovvio! Se qualcuno da noi avesse avuto la stessa malsana idea, sarebbe stato rimosso immediatamente e la gente sarebbe scesa in piazza!
Rob de matt..

lunedì 2 dicembre 2013

HARASSMENT

Nell'ufficio dove lavoravo anni fa, avevo un capo fissato con il sexual harassment e se qualche collega dell'epoca sta leggendo, sa bene di chi parlo e si sta rotolando per terra dalle risate! Ma quelle erano le sue fantasie o comunque a questa espressione lui dava un certo significato.
Ma anche qui si parla molto di harassment e da tempo mi sto chiedendo cosa esattamente si intenda qui.

Sui giornali locali si parla spesso del rischio di harassment nei confronti delle donne: e' una scusa di solito usata per giustificare la segregazione, per supportare l'idea che le donne devono stare chiuse in casa e che si devono vestire appropriatamente, cioe' si devono coprire completamente.
Proprio per questi ragionamenti faccio fatica a capire la gravita' attribuita ad un episodio definito come harassment. Riesumando poi una vecchia passione per i numeri (!!!), leggo online questi dati:
Saudi: 2797 (nel 2012) casi di harassment su una popolazione di 27 milioni (stima 2013)
Italia: 3223 (nel 2006) casi di harassment su una popolazione di 58 milioni (nel 2006).
So bene che e' un paragone che non ha alcuna valenza statistica, ma secondo me da' l'idea che qualcosa non va nel concetto stesso di harassment.

Qualche settimana fa ha avuto una grande risonanza un episodio di harassment, accaduto proprio in un mall qui vicino, nei confronti di alcune ragazze saudite, peraltro appropriatamente vestite! In un video si vede che alcuni ragazzotti in thobe deridono un gruppetto di ragazze e dicendo loro qualcosa in arabo le inseguono fin fuori dal mall, si avvicinano fino a che uno di questi prende una di loro per i polsi, mentre lei reagisce con un abbozzo di calcio. Prosegue con strilli e urletti delle ragazze e derisione e atteggiamento minaccioso da parte dei maschi.

Ho guardato alcune volte quel video, cercando una diversa prospettiva ogni volta.
Ho provato a guardarlo con gli occhi di una saudita, ma no, non mi riesce proprio: la diversita' culturale e' troppa, non sono capace. Non ho la stessa visione dei maschi che hanno loro.
Poi l'ho riguardato con gli occhi di una milanese scafata. Ho visto una situazione umiliante e sebbene inaccettabile, non ho la sensazione di un oggettivo pericolo. Vedo un gruppo di ragazzotti incapaci di rapportarsi in modo rispettoso (o di rapportarsi in qualsiasi modo) alle donne. Ma pensando alle cose gravi che succedono di recente nel nostro mondo, questa non sembra una di quelle.
Poi ho provato a guardarlo con gli occhi dell'expat che conosce il posto e si, sono rimasta male. Effettivamente se fosse successo a me (cosa che cmq dubito fortemente possa accadere) sarei rimasta terrorizzata, forse perche' non avrei saputo come comportarmi. Spiego: una mattina ero in un negozio dello stesso mall e mentre guardo delle scarpe (ma dai??) mi trovo di fronte un piccoletto tra i 30 e 40 anni in thobe che mi chiede insistente: "how are you??". Capisco in un nanosecondo che sto cristiano (dai, si fa per dire…) non stava bene, che qualche problema ce l'aveva…Fossi stata in centro a Milano non avrei avuto alcun problema a fare un sorriso e a cambiare strada. Ma li' sono rimasta pietrificata. Il commesso del negozio e' intervenuto subito e l'ha allontanato, chiedendomi se stavo bene e se mi fossi spaventata. Ero terrorizzata, non solo dal quel ragazzo, ma anche dalla mia reazione. Mi sono resa conto che il problema era che non sapevo quale fosse la reazione giusta, per quella situazione, in quel posto, in questo paese. Mi sono resa conto che non potevo contare su quegli strumenti di difesa che ho nel mio mondo, siano essi la mia personale aggressività sia il contare su qualche ragazzone di buon cuore di passaggio.

Tornando a bomba, sta di fatto che quell'episodio di harassment ha avuto molte conseguenze.
Intanto il fatto che il video sia stato così clickato non e' piaciuto, così, in perfetto stile saudita, anziché intraprendere altre strade per reprimere il fenomeno imitativo, si parla di vietare fotografie nei luoghi pubblici! Meglio non farle sapere al mondo certe cose, no?? Ma poi scusa, e come faccio io senza foto che c'ho il blog da pubblicare?? Vedremo se diventerà legge..
Altra conseguenza e' che quei ragazzotti sono stati arrestati, condannati da 1 a 15 mesi di prigione e a un numero imprecisato di frustate.

Ora, saro' anche confusa sul giusto livello di sensibilità' che bisogna avere, ma questa pena non la trovo così esagerata e con quello che si sente ogni giorno della cronaca in Italia, nonostante tutto, sono forse piu' sicura qui.

Qui il video:
che ne pensate?


mercoledì 6 novembre 2013

10 COSE CHE DEVI SAPERE SU SAUDI, SE SEI UN MASCHIO

Dopo i 10 "must know" per signora, ecco quelli per i signori. Beh, Signori...

1- Solo gli uomini possono guidare…fortunelli!

Credete voi di essere fortunati che potete guidare eh?! Questo finche' non venite e vedete che razza di macello e' il traffico e come guidano i sauditi e gli indiani che inondano le strade. Chiunque qui guida: che abbia 12 anni, che abbia comprato la patente o che semplicemente non ce l'abbia. Lo stile di guida e' quello di Grand Theft Auto o, visto che qui le auto non le rubano, Sega Rally. Prima di trasferirvi allenatevi in tangenziale a Milano o sul GRA.


2- La postura nella guida

L'argomento auto è predominante, lo so, ma tant'è. Dubito che succederà, ma non sentitevi mai troppo a vostro agio e non imitate la loro postura alla guida: ginocchio sinistro che sbuca dal finestrino (perchè il piede è sul sedile ovviamente), sedile talmente indietro da sembrare reclinato (fa troppo figo guidare sdraiati no?? Anche se non vedi una cippa davanti), specchietto retrovisore messo in verticale e orientato verso il guidatore (lo specchio serve a specchiarsi no?????), cellulare all'orecchio (lo so che su questo potete insegnare voi qualcosa a loro...). Non lo fate, vi prego..


3- Uomini discriminati

Strano a dirsi in una societa' che non considera la donna degna di alcuna autonomia, eppure nella vita quotidiana gli uomini hanno molte restrizioni. Attenzione che se siete in giro da soli, non solo molti negozi sono riservati alle famiglie e nei ristoranti dovete entrare nella single section, ma anche alcuni mall sono riservati alle famiglie! Insomma, essere accompagnati da una signora vi apre un po' di porte. Per esempio, al money exchange downtown o fate una fila chilometrica o vi presentate con una signora, che verra' fatta entrare dall'ingresso secondario e servita rapidamente e comodamente seduta ad una scrivania. Bene che ci penso, non e' sempre una sfiga essere donna quaggiù...


4- Mobile number??

Senza numero di cellulare non esisti. Ovunque ci sia la necessita' di identificarsi (es.ospedale, assicurazione, pay tv, internet...) quello che vogliono non e' il tuo nome, ma il tuo mobile number. E non c'e' da stupirsi, visto che in un mondo dove il 90% dei maschi si chiama Mohammed, Ahmed, Abdullah, Abdullaziz o Saleh, Salah, Salim, il numero di cellulare e' l'unico riferimento univoco. Quindi affrettatevi ad averne uno, per affermare la vostra esistenza.


5- "Inglisìa?" "no", "Americhìa?" "no, Italìa"; "Ahhhhhhh! Italìa!!!"

Se siete italiani, siete fortunati (almeno qui!!!!) e vi viene scontata bella fetta della rottura di scatole che altrimenti dovreste subire. Gli italiani sono adorati da queste parti e basta parlare un po' di calcio o della Ferrari e un po' di strade si spianano all'istante. Pero' per favore...non abusatene, non facciamo i soliti italiani all'estero!!!! ps: ci amano perche' pensano che gli somigliamo taaaanto...


6- Un caffe' al banco.

Questa e' una cosa che manca un sacco anche a me. Il caffe' al banco: entri, ordini, paghi, bevi e scappi. Ma no, fuori dall'Italia non esiste, anche se vuoi un veloce espresso, qui devi ordinare e berlo al tavolo. Inutile dire che come sia un buon espresso non ne hanno la minima idea, ma talvolta si trova qualcosa di bevibile. Basta ricordarsi di chiedere un "single shot", giusto per non avere un caffe' lungo come un bicchiere. Ah, da Costa Coffee puoi scegliere un espresso o un ristretto. Ancora non ho capito quale diavolo sia la differenza.


7- Lo vuoi l'occhio?

Da mangiare, intendo. Questo e' un vero pericolo per voi maschi: l'invito alla cena araba da parte del collega saudita. Se lavorate con i sauditi, prima o poi vi tocca. Vi invitano alla cena araba. E ci andate da soli. Non importa che vostra moglie farebbe carte false per venire a vedere (cosi' poi magari ci scrive un post nel suo blog!!). Queste cene sono riservate ai soli uomini. Vi tocchera' destreggiarvi con posizioni innaturali, seduti per terra aggrovigliando le gambe (bene che va si informicolano, male che va e' cancrena). Guardatevi attorno per il rituale legato al livello di importanza dell'ospite. Poi tutti mangiano con le mani da un unico grande piatto stracolmo di riso e carne di capra. La bestiola e' cucinata intera e intera la mettono nel piatto. Occhi e lingua compresa. Capitera' che ve li offrano, e il fatto che ve lo porgano con la loro mano gia' smangiucchiata sara' il male minore... A voi la decisione sul prelibato bocconcino... Ricordatevi solo di presentarvi con i pedalini puliti e in ordine, che si sta scalzi. Buon appetito.


8- Lo vuoi spicy?

Che siate qui da soli o con la famiglia, capitera' molto spesso che mangiate fuori, tanto costa poco e si mangia abbastanza bene, sapendo scegliere. Qualsiasi cibo scegliate, sappiate che nella maggioranza dei casi il cuoco e' indiano, quindi non fate gli spiritosi chiedendo di avere il vostro curry molto piccante, che qui se gli chiedi "very very spicy, not western style, indian style!", poi chiedi pieta'. Anche se hai alle spalle anni e anni di 'nduja calabbrese. Cmq loro sono piu' bravi di te e lo capiscono guardandoti in faccia se non possono esagerare col chili.



9- Libera pillola in libera farmacia.

Una cosa completamente diversa dall'Europa e' la libertà di vendita dei farmaci. Qui le farmacie sono grandissime e piene di tutto, un po' come le nostre farmacie e parafarmacie insieme. Inutile dire che i reparti piu' forniti sono quelli per i diabetici e quelli per l'infanzia e maternita' (praticamente queste due condizioni mediche coprono l'80% della popolazione). Al banco vendono liberamente qualsiasi medicinale senza alcuna necessita' di prescrizione medica. E i medicinali spesso costano un frazione minima rispetto al prezzo in Italia. Quindi signori miei, in caso di bisogno, potete anche comprarvi il Viagra senza ricetta. Se avete la faccia di andarlo a chiedere!
Ah, accertatevi di esservi capiti col farmacista: una volta sono entrata cercando il bicarbonato di sodio e sono uscita col carbonato di sodio, che piu' che farti digerire, ti ammazza.



10- Ambrogio.

Questo sarà il vostro secondo lavoro. Essere Ambrogio, l'autista fidato di vostra moglie. Chi sta per venire qui avrà trovato molti commenti online di gente che da qui scappa, di matrimoni rovinati giacche' le mogli scappano terrorizzate. E io invece mi trovo benissimo, guarda un po'. La differenza, molto spesso, la fa Ambrogio. Qui nei compound c'e' tutto e ci sono i mezzi di trasporto privati per raggiungere i mall, ma se il mondo si limitasse a questo, per molte vorrebbe dire impazzire. Quindi fate lo sforzo e dopo una giornata di lavoro in mezzo ai sauditi, riprendete la macchina e portate a spasso vostra moglie, andate a cena fuori. Lo so che non c'e' poi molto da fare qui (no cinema, no giardini, no teatro…) ma godetevi quel poco. E se vivete in Eastern Province, affrontate l'inferno della causeway e andate a Bahrain. Una boccata d'aria per chiunque. E alcune volte salva i matrimoni.

Auguri.



lunedì 28 ottobre 2013

LE SAUDITE AL VOLANTE

immagine da internet

Ormai lo sapete bene che l'Arabia Saudita e' l'unico paese al mondo che vieta alle donne di guidare un'auto. Negli ultimi giorni se ne e' fatto un gran parlare sui giornali di tutto il mondo perché per il 26 ottobre era indetta la giornata di protesta durante la quale le donne si sarebbero messe al volante!
E' stato piu' un parlarne che un evento: un vero flop. Qui era un giorno come un altro.

IL DIVIETO:
La legge non dice espressamente che le donne non possono guidare, ma richiede che chi guida lo faccia con una patente emessa da questo paese e questo paese pero' non concede la patente alle donne.

IL PERCHE' DEL DIVIETO:
Qui viene il bello. Queste le ragioni dette o scritte da qualche parte; le donne non devono guidare perché:
- sarebbero portate a stare più tempo fuori casa,
- potrebbero crearsi delle opportunita' di entrare in contatto con uomini non della famiglia
- le strade sarebbero sovraffollate e intasate
- guidare danneggia le ovaie e nascono piu' bambini con problemi.
(Giuro, non mi sto inventando niente, eh)

LA PROTESTA:
Alcune attiviste hanno organizzato una protesta per rivendicare il diritto a poter guidare: l'appuntamento era per il 26 ottobre, tutte in giro per le strade a guidare. La protesta aveva anche un sito dedicato: oct26driving.com.

IL RISULTATO:
Pare che il sito sia stato hackerato e che le attiviste siano state direttamente contattate e minacciate di lasciare stare. E loro, di fatto, hanno lasciato stare.
La protesta si e' concretizzata in una manciata di donne che essendo in possesso di una patente di guida ottenuta in altro paese (giusto per rompere le regole, ma non troppo), si sono messe in auto per 10 o 15 minuti. Giusto il tempo di fare il filmatino e postarlo online.

Chissa' se le donne guideranno mai qui. La pressione sociale e' fortissima, mentre il desiderio di rompere le regole o cmq di guidare e' debole.
I giovani sauditi, che studiano all'estero, hanno in fondo trovato il loro modus vivendi: quando sono in Saudi si comportano esattamente come la loro società  si aspetta da loro, mentre quando sono fuori da qui (tipicamente USA o Londra) fanno quel cavolo che vogliono. Fan tutti così e funziona.



Non posso non allegare questo video
che, al momento, ha piu' di 3 milioni di views su youtube.


PS: se qualcuno va a vedere quel sito, mi dice cosa c'e' scritto?? Perché qui e' bannato e non si vede...

lunedì 7 ottobre 2013

10 COSE CHE DEVI SAPERE QUANDO ARRIVI IN ARABIA SAUDITA - PER SIGNORE



Tante sono le cose che si imparano con l'esperienza, vivendo qui. Siccome non sono gelosa, ve ne elenco una decina e le condivido con chi si affaccia a questo mondo!


1- Quando trovi qualcosa che potrebbe esserti utile, compralo! che quando ti serve davvero, non lo vendono piu'.

Non e' un corollario della legge di Murphy, ma e' quello che succede. Purtroppo le forniture non sono mai regolari e una cosa che trovi in abbondanza oggi, potresti trovarla solo a distanza di mesi oppure mai piu'! Certe volte capita che i prodotti siano bloccati in dogana per stagioni intere oppure per altre strane politiche a me ignote. Sta di fatto che anche la superefficientissimissima Ikea ha sempre almeno un terzo dei suoi prodotti out of stock.


2- La Whipping cream? It doesn't whip!

Qui la panna fresca non esiste. Sara' per il caldo osceno, ma la panna esiste solo UHT, con scadenze semestrali, anche se la vendono nei banchi frigo! Non sono un tecnologo alimentare, ma sti trattamenti fanno si' che la panna da montare non montera' mai. Nemmeno dopo ore di frusta elettrica. Frustrante.


3- Attenta alla crema viso whitening!

Il 90% delle creme viso sono ad affetto whitening, quindi fare attenzione ad evitarle! Io sono convinta che corroda la pelle...


4- Gli alberi di Natale si chiamano Holiday Trees.

Mica vero che non si trovano, simboli illegali di usanze religiose vietate! In Arabia Saudita, con un po' di pazienza si trova tutto. O quasi. Cmq per evitare imbarazzi, gli alberelli di Natale sintetici si trovano, stockati in qualche retrobottega di negozi ben forniti.. Basta chiamarli col loro nome in codice!


5- Marmellata senza frutta e cioccolato senza cacao.

Non e' cucina molecolare, e' semplicemente una schifezza di junk food che arriva dall'altra parte del mondo. Occhio alle etichette!


6- 1, 2, 3....Cheese!

Diciamo che sei in un posto poco frequentato dalle expat, che ne so...Dammam souq?? Diciamo che stai guardando la fuffa che e' esposta in quei negozi e senti un "click" inconfondibile. Quello delle fotografie fatte col telefonino. Ti giri e ti rendi conto che dietro di te c'e' un pakistano/yemenita dipendente del negozio che armeggia col cellulare. Ecco....spero tu abbia sorriso, perche' sei finita li' dentro. E non perche' sei figa, intendiamoci! Alla fine e' la stessa curiosita' dell'expat che arriva e vede per la prima volta un fiume di donne completamente coperte di nero! Le chiamano le bottiglie di coca cola...


7- Ti saluto o non ti saluto?

Sei in giro con tuo marito e incontri un suo collega saudita, con moglie. Le situazioni che si possono creare sono molte e la reazione opportuna, di conseguenza. Qualche esempio. 1- Il collega saudita e' con la moglie coperta da capo a piedi che non capisci neanche il davanti e il dietro: lasciate stare, fate finta di non aver visto o tutt'al piu', tuo marito fara' ciao ciao con la manina da lontano. 2- Il collega saudita e' con la moglie giovane e carina, con l'abbigliamento d'ordinanza ma con il viso scoperto: il primo incontro e saluto e' tra i maschi, le signore stanno un passo indietro salvo poi avvicinarsi e inserirsi nella conversazione; la mano ad una donna (saudita o expat che sia) un uomo la da' solo se e' la signora che prende l'iniziativa.


8- Come mi sta? Immaginatelo...

Vale la pena ricordare che qui i camerini prova per le donne non ci sono. Sono vietati... Allora se vuoi un capo d'abbigliamento, devi sviluppare la tua immaginazione e sperare che sia della tua misura. Compri e te lo provi o a casa tua, o nelle fitting room che si trovano nei bagni delle signore. Non va bene? Hai 3 giorni per avere il totale rimborso oppure 7 giorni per la sostituzione. Oppure, se ne hai i maroni pieni di tutta sta procedura, i vestiti te li compri in Bahrain.


9- Io sto formaggio non lo comprerei...
Se tuo marito e' italiano come te, troverete molto comodo parlare in italiano tra di voi, senza curarvi troppo degli altri, che tanto parlano solo arabo, inglese, urdu, filippino, bangla, tamil, indi....ma non italiano! Ma non gongolatevi troppo che ultimamente di italiani ne stanno arrivando a frotte, e si sa mai che quando sei al banco formaggi e parli tranquilla con tuo marito, magari col tuo bel linguaggio "colloquiale", ti trovi un tizio di fianco che ti dice: "Io sto formaggio non lo comprerei...". Occhio, che mica sempre stai parlando di formaggio...



10- Airport security

Sei all'aeroporto e devi passare al controllo del bagaglio a mano. Uomini e donne prendono due file diverse, abbandoni tutte le borse sul nastro (sperando che nessuno se le porti come souvenir) ed entri nel gabbiotto ben chiuso li' di fianco. Li' trovi le poliziotte donne, in divisa militare che per loro prevede, al posto dei pantaloni, lunghe gonnellone. La poliziotta ti passa il metal detector e poi procede a tastare con le mani in cerca di chissacche'. Ecco, se vi pare che la poliziotta stia indugiando troppo nell'operazione palpazione, e che vada cercando in angoli impensati, bhe'....non e' una vostra impressione, e' proprio cosi', e non si tratta di un aumento della sicurezza dell'aeroporto! Be aware...