venerdì 14 settembre 2012

BLOG D'ARABIA SAUDITA - EASYVIAGGIO

Nei primi mesi in Arabia Saudita ho iniziato a pensare di scrivere un blog, piu' che altro per memoria mia, delle impressioni che avevo nell'incontro/scontro con questa cultura così diversa dalla nostra. Le raccontavo agli amici e familiari che mi chiedevano i dettagli di questa esperienza, quando un giorno il mio cinico-mitico amico P. (anche lui espatriato, in Brasile) mi disse: "Scrivi un blog, così ti risparmi di raccontare a tutti la stessa cosa..".

E così ho fatto.
Non avrei mai immaginato di essere così seguita, soprattutto perche' questo paese non e' proprio una meta ambita. E invece...
L'ultima soddisfazione viene dal sito easyviaggio.com che ha scelto il mio come miglior blog per la loro pagina sull'Arabia Saudita! che si trova qui.



Di questo sito mi e' piaciuto il fatto che dia tante informazioni pratiche (e corrette!) sull'Arabia Saudita, cosa che non e' facile da trovare, visto che non e' ancora una meta turistica.
Chissa' che non lo diventera'. Quando all'inizio del 2012 siamo stati in viaggio nel nord del paese, alcune persone coinvolte nel "turismo" (anche se di turismo qui non si puo' proprio parlare...), pensano che presto tornera' ad esserci la possibilita' di ottenere visti turistici, ma sempre con modalita' piuttosto complicate. Fino a qualche tempo fa infatti erano possibili dei viaggi di turismo qui, ma a rigide condizioni quali il viaggiare in gruppo per il tramite di una delle poche agenzie locali autorizzate. Al momento questi visti sono sospesi. Devo dire che i numerosi lavori di restauro e le nuove strade in costruzione fanno pensare all'intenzione di aprire ad una maggiore accoglienza.
Ma siamo pur sempre in Arabia Saudita, dove le cose possono succedere dall'oggi al domani, cosi come possono non succedere mai.

مرحبا

lunedì 27 agosto 2012

JINGLEE


Eid Mubarak!
Questo si augura alla fine del Ramadan, dove finalmente tutti si possono dare ai bagordi dopo un mese di restrizioni! Diciamo che io l’ho patito poco, sia perche’ protetta dalla bolla, sia perche’ sono stata fuori dal Magic Kingdom per un po’.
In particolare siamo tornati da un viaggio in Sri Lanka. Non vi tedio con il racconto del mio viaggio, ma si tratta di un paese in qualche modo connesso con l’Arabia Saudita. E di questo voglio parlare.

Jinglee e’ il termine con cui gli expat britannici chiamano gli immigrati del subcontinente indiano. Non e’ proprio un termine carino, visto che l’accezione originale e’ sicuramente classista se non razzista, ma di fatto e’ maggiormente usato in modo bonario.
Tra questi ovviamente c’e’ una buona fetta di gente che viene dallo Sri Lanka. Andare in vacanza li’ per certi versi ha rappresentato una continuita’ e poca novita’, ma mi ha permesso di vedere l’altro lato della medaglia, quello che sta dietro le persone che vedo lavorare qui.

I jinglee in Arabia
Chi vive da questa parte di mondo sa bene che vita fanno i jinglee, come vengono trattati e quanto guadagnano (un tea boy - strano mestiere che esiste solo qui: e’ l’addetto che negli uffici va avanti e indietro servendo tazze di te’ e caffe’ a quelli che fanno finta di lavorare - guadagna circa 50-70 Euro al mese). Sono quelli che svolgono i lavori piu’ umili, quelli per i quali non e’ richiesta alcuna competenza specifica, in condizioni a volte molto difficili. Non solo per il clima, ma anche per come vengono trattati, male, e non certo dagli occidentali! La schiavitu’ qui esiste ancora. Poi per carita’, non voglio dare solo l’immagine dei “poverini” eh, quando vogliono sono cattivi anche loro! Ma la maggioranza subisce.
Tipico poi e’ il modo di vestire, tutti uguali, da jinglee appunto: jeans e improbabili camicie colorate tipo patchwork, di quelle a quadretti con taschini di altri colori a contrasto o con grandi scritte ricamate (in inglese e non mancano gli errori!), cappellino con visiera e ciabattoni.
Guadagnano pochissimo, ma si danno un gran daffare per arrotondare e alla fine gli bastano: ci campano e li mandano anche a casa! Normalmente tornano a casa ogni 2 anni per un paio di mesi.

I jinglee in Sri Lanka
Quello che questi ragazzi lasciano (e ritrovano) e’ un mondo di poverta’, un paese dalle grandissime risorse naturali ma che danno solo sopravvivenza.
Ma qui la prospettiva delle cose, incredibilmente, si ribalta: quelli che emigrano e che in Arabia vivono come ho descritto sopra, in patria sono privilegiati, perche’ hanno un’opportunita’ che gli altri non hanno, e passano ad un piu’ elevato status sociale.
Qualche esempio.

Il ragazzo in partenza:
All’aeroporto di Colombo, volando verso Bahrain, con noi c’erano un paio di ragazzi che stavano emigrando. Li vedi subito: vestiti da jinglee, ben lavati e stirati, pronti per una nuova avventura, con in mano il passaporto nuovo di zecca e il biglietto aereo con il logo dell’agenzia di reclutamento. Si perche’ questi movimenti migratori sono ben organizzati: sparsi nel paese (e in tutto il subcontinente indiano) ci sono degli uffici di agenzia di reclutamento per lavori all’estero, che ti danno il lavoro e il visto, di solito per un paese del middle east.

Il nostro autista:
(e’ cosa comune prendere un auto con autista in Sri Lanka, visto che e’ abbordabile e le strade sono infernali)
Fernando ha lavorato 7 anni negli Emirati, era la’ con la moglie. Non abbiamo mai chiesto che lavoro facesse, visto che sappiamo come vanno le cose da queste parti... Non sappiamo che tipo di vita abbia fatto li’ (forse negli UAE e’ un filino meglio che in Saudi), ma ora nel suo paese e’ una persona privilegiata. Fa l’autista e lavorando con i turisti guadagna bene, si puo’ permettere di mandare un figlio all’universita’ (si vedeva che era il suo piu’ grande orgoglio), si puo’ permettere l’aiuto domestico (rivalendosi su classi sociali ancora piu’ basse, perche’ la storia si ripete ovunque, anche se in piccolo).

Il fratello del nostro autista:
Suo fratello e’ uno dei tanti srilankesi che vivono in Italia, e’ li’ da 30 anni, dice che ha anche la cittadinanza italiana. In Italia fa l’operaio nell’industria della carne, dice che ha fatto un sacco di soldi, che ha fatto tante ore di straordinario e che in Sri Lanka e’ considerato un uomo molto ricco e che in patria si e’ costruito un grande villa.

Il gestore di un hotel:
anche lui reduce da 7 anni in Qatar, anche lui chissa’ che lavoro faceva e che vita ha potuto condurre li’... Eppure la sua occasione ce l’ha avuta: ora gestisce un hotel, indossa scarpe chiuse (pensare che la meta’ della popolazione gira scalza, un quarto gira in infradito e il resto mette le scarpe) e addirittura la cravatta!! Una brava persona, che si da un gran daffare per mantenere quello che ha ottenuto.

Ayubowan!
(saluto dello Sri Lanka)





lunedì 6 agosto 2012

IL MIO PELLEGRINAGGIO TRA LE PARRUCCHIERE SAUDITE

Niente, non c’e’ niente da fare, non imparo. Anche stavolta sono andata a cercarmi una parrucchiera saudita, anziche’ rivolgermi a quelle del compound, dove vanno tutte le expat. E’ che in questo paese le occasioni di incontro tra le persone non ci sono, non solo tra uomini e donne, ma anche tra donne. E io occidentale ho voglia di vedere come sono sotto l’abaya e la maschera. Cosi’ la parrucchiera e’ un’ottima occasione.

La prima esperienza l’avevo raccontata qui ed era stato un disastro.

Per il secondo tentativo ho deciso di espatriare e sono andata in Bahrain: anche qui ci sono i ladies center, ma al Seef Mall c’e’ anche Tony & Guy e ho deciso di andare li’. Ho speso un botto di soldi e sono uscita con un taglio britannico che sembravo Martin Kemp degli Spandau Ballet, quando era biondo. Certo bastava che aprissi bocca e gli improperi in milanese toglievano ogni dubbio.

E l'altra settimana ci ho riprovato. Sono stata dalla parrucchiera dentro il Rashid Mall, nella zona chiamata Ladies Boulevard. Questa e’ una zona chiusa il cui accesso e’ esclusivamente riservato alle donne, all’ingresso c’e’ anche una guardia (come anche in altri negozi il cui accesso e’ riservato alle signore) a controllare. Qui dentro le donne si scoprono la faccia e tolgono l’abaya.



In questa ala del mall c’e’ un’area centrale con un caffe’ e tutto intorno dei negozi gestiti da donne. Tra questi c’e’ una banca (le banche hanno normalmente una Ladies Branch), un ottico (certo, tu donna che indossi la maschera, come fai a capire se un paio di occhiali ti sta bene?? In alcuni negozi di ottica c’e’ una cabina chiusa con lo specchio, per farli provare senza velo), negozi di bigiotteria e abbigliamento, un Nail Center e la mia parrucchiera.

Io lo so che chiedere di fare i colpi di sole non e’ una cosa saggia da queste parti, e’ ovvio che non hanno esperienza, ma a me piacciono le esperienze adrenaliniche ed eccomi la’! Mi hanno affidata a Ruwena, che poveretta voleva fare del suo meglio ma... mi ha fatto lunghi discorsi in arabo, mentre le altre clienti ridacchiavano compassionevoli, io la guardavo con occhi sbarrati; lavandomi la testa mi ha anche lavato la faccia, voleva rimediare e con l’asciugamano mi ha ficcato un dito in un occhio (che con le lenti a contatto non e’ proprio un’operazione da fare...) e poi l’acqua nelle orecchie......io ooooooooodio l’acqua nelle orecchie!!!! Mezza testa di colpi me l’ha fatta lei, mentre l’altra meta’ si e’ fatta aiutare da una filippina (e gia’ cosi’...due mani sulla stessa testa...), sgrindandola continuamente perche’ non faceva bene (ma proprio sulla mia testa?!?!?!?!). Al momento del taglio e’ intervenuta un’altra filippina, con tanto di mascherina azzurra sulla bocca (tutte la’ dentro ce l’avevano, sembra che nessuna sopporti l’odore delle tinte...): sembrava quello dei coltelli della Miracle Blade, mi si e’ avvicinata brandendo pettine e forbici (mi e’ sembrato di sentire un grido di guerra...mi e’ sembrato eh), io ho chiuso gli occhi e ho lasciato che fosse...

Anche questa e’ Arabia Saudita.

giovedì 26 luglio 2012

FULLA, LA BARBIE ISLAMICA

Credo che un ottimo modo per capire la cultura e le abitudini di un paese sia andare al supermercato. Quando e’ stato possibile l’ho fatto in tutti i paesi che ho visitato. E anche qui, che ci vivo, il supermercato e’ una grande fonte di ispirazione!

E infatti:
corsia dei cereali, confezione di corn flakes:

i cereali di Fulla


Questa e’ Fulla: la bambola che sembra una Barbie, ma e’ velata, per le bambine islamiche. Approfondendo su Wikipedia (Wiki in inglese, piu’ dettagliata, e Wiki in italiano) ho scoperto la storia di questa bambola. E’ un’alternativa alla Barbie, in quanto rispettosa della religione e cultura islamica e che rappresenta un modello di comportamento per le bambine musulmane. Fulla non ha fidanzato (niente Ken!), non ha lavoro (e’ in sviluppo la Fulla maestra e la Fulla dottoressa: uniche professioni considerate rispettabili per una ragazza), ha un bel guardaroba di vestitini sfarzosi ma senza costumi da bagno e comprensivi di abaya e hijiab. Insomma uguale alle ragazze arabe, quelle vere. Questo e’ quanto ho letto su Wiki, e io sono andata a verificare.
Sono andata a cercarla e devo dire che non e’ stato facile, non la vendono dappertutto. L’ho trovata da Toys ‘r Us, eccola:


Fulla che indossa l'abaya
Fulla in abiti normali

assortimento vestitini di Fulla


Fulla con abaya

Diciamo anche che la Fulla era in offerta speciale: per ogni bambola acquistata, un vestitino in regalo. Non mi e’ sembrato un articolo particolarmente richiesto. Secondo Wiki, Barbie e’ stata bandita dall’Arabia saudita nel 2003, ma evidentemente e’ stata reintrodotta, visto che gli scaffali erano pieni di Barbie (per ogni Fulla c’erano 150 Barbie), quelle vere, con i loro vestitini e alla guida di una bellissima Fiat 500 rosa!! E in Arabia Saudita alle donne e’ vietato guidare la macchina!!!
Se dare la Fulla velata ad una bambina la incoraggia ad indossare il velo, farla giocare con la Barbie che guida la 500 la incoraggera’ a voler guidare??
Se consideriamo che i giocattoli sono un mezzo per insegnare dei valori ai bambini e che quindi sono uno specchio di una parte della societa’ degli adulti, sara’ questo un piccolo segno dei tempi che cambiano??

سلام

venerdì 20 luglio 2012

RAMADAN KAREEM! (e di cos'altro potevo scrivere oggi??)

So di non essere originale, almeno tra i blog di questa parte di mondo, a parlare di Ramadan, ma l’Holy Month in Arabia Saudita e’ un evento che non e’ possibile ignorare!
E Ramadan inizia oggi 20 luglio, e i ritmi quotidiani cambieranno per le prossime 4 settimane.

calendario combinato gregoriano-islamico

I negozi cambiano orari di apertura: stanno chiusi piu’ ore durante il giorno (quando a causa del digiuno tutti sono collassati sul divano di casa: anche gli orari di lavoro, dove possibile, sono ridotti) per stare piu’ aperti durante la sera e la notte (quando tutti si tuffano nelle strade e nei ristoranti a rimpinzarsi di cibo).
orari di apertura durante Ramadan
di un bel negozio di Khobar

Alcune fonti misteriose inviano sms di auguri a tutti i numeri di cellulare in loro possesso:
sms di auguri dal nostro internet provider
sms di auguri dalla Nespresso!

E sui giornali si leggono inserzioni di augurio per un Buon Ramadan.
inserzione su un quotidiano bahrainita

Questo e’ il mese del digiuno e dell’astinenza, da qualsiasi cosa di piacevole (sesso e sigarette) durante il giorno, ma e’ anche il mese dell’abbuffata e delle mangiate notturne! Immaginate di fare il cenone di Natale per un mese di fila, tutte le sere.
I non-musulmani non devono certo digiunare, ma in pubblico devono adeguarsi ed e’ severamente vietato (e’ vietato, non caldamente suggerito come in altri paesi musulmani) bere, fumare o mangiare in pubblico durante le ore del giorno. Uguale mettere in bocca una mentina o masticare una cicca. E se mangi di nascosto, attenzione a non diffondere odorini di cibo, perche’ e’ vietato anche quello.
Questo e’ solo l’inizio! Tra un mese potro’ raccontare il mio primo vero Ramadan in Arabia Saudita!
E per non sbagliare...
رمضان كريم

lunedì 16 luglio 2012

VITA DA COMPOUND


Ultimamente me la sono presa comoda ed e’ un mese che non scrivo. D'altronde qui inizia a fare caldino e il Ramadan sta per iniziare (il 20 luglio) e quindi tutto raaaaallennntaaaaaaa...
foto fatta il 18 giugno!

Non sono stata impegnata in particolari attivita’, se non quelle della Expat Wife che vive in un compound.
Molti, l’ultima volta che hanno sentito la parola “compound” e’ stato quando si parlava di Gheddafi: io non so com’era il suo compound, ma vi racconto il mio.

Un compound e’ una zona residenziale recintata, all’interno della quale c’e’ un piccolo villaggio (o semplice agglomerato di case), un po’ come certe zone residenziali di lusso in Italia. Anche se in alcuni vivono anche degli arabi, nei compound vivono essenzialmente gli espatriati.

praticello all'inglese nel compound


Originariamente, all’arrivo dei primi occidentali dopo la scoperta del petrolio, i compound avevano lo scopo di tenere separati gli expat dai locali, per evitare che il modo di vivere del posto venisse contaminato da influenze occidentali. Oggi sono gli espatriati che non vivrebbero per niente al mondo fuori da un compound! Si perche’ una volta passati i controlli di sicurezza, dentro questi villaggi la vita e’ assolutamente identica a quella che facciamo in Europa, e anche meglio! Certo, visto da fuori sembra un carcere di massima sicurezza: alti muri perimetrali, sistemi di allarme, guardie armate, tripli controlli delle persone e delle auto, ma dentro poi e’ un’oasi di rilassatezza!

Infatti la questione sicurezza qui non e’ mai da sottovalutare, sebbene ormai sono pochi gli angoli di mondo dove si puo’ stare tranquilli, qui sono piu’ di uno i motivi per cui stare in allerta.

Lo sanno anche i muri che gli attentati dell’11 settembre sono stati fatti ad opera di sauditi, e nonostante il governo qui lavori incessantemente contro il terrorismo, non possiamo pensare che il problema non sussista. Ma questi non operano solo in occidente: un episodio di terrorismo contro gli occidentali, si e’ verificato proprio qui a Khobar, nel 2004 dove sono stati uccisi 22 espatriati (tra i quali un italiano) e feriti altri 25. Conosco delle persone che erano qui all’epoca e mi hanno raccontato come le famiglie dei dipendenti della nostra compagnia siano stati reimpatriate nel giro di 2 giorni.

Da quel giorno tutto e’ cambiato qui.

Per contro non esiste la micro-criminalita’, i furti sono eventi rarissimi e i borseggi non esistono. Il vero pericolo quotidiano qui sono i sauditi alla guida!

Ma dentro al compound, dotato di alti muri di cemento armato, guardie armate e sistemi di allarme, la vita e’ piuttosto piacevole.
piscina principale del compound


Immaginate un bel villaggio all-inclusive, dotato di ogni amenita’ e piu’ o meno capite com’e’ un compound. Qui abbiamo dei ristoranti e bar, piscine palestra squash bowling tennis calcio skate-board, mini-market lavanderia agenzia viaggi sarto centro estetico parrucchiere, il tutto gratis o a prezzi davvero competitivi.

Insomma, come la chiamiamo qui: una GOLDEN JAIL.

sabato 14 luglio 2012

SITI AMICI - UN POST DIVERSO

Questo post e’ diverso dagli altri: voglio segnalarvi un paio di siti amici che hanno gentilmente parlato di me e voglio ricambiare la cortesia! Ve li segnalo e vi invito a leggerli!

www.italiansinfuga.com “Blog dedicato ad aiutare gli italiani a migliorare il proprio futuro”, ha parlato di me qui con tanto di intervista. Aldo ha girato il mondo finche’ non ha trovato il “suo” posto, in Australia e il “suo” lavoro, il sito italiansinfuga: insomma un'esperienza invidiabile! e un sito ricco di informazioni e notizie utili. Grazie Aldo!

Viviallestero.com “e' una web-community composta da ragazzi che vivono in giro per il mondo e che ha come scopo quello di aiutare tutti coloro che vogliono trasferirsi all’estero per motivi di lavoro o studio”. Tra le varie risorse, c'e' un elenco di blog di italiani che vivono all’estero, qui. Tra questi c’e’ quello di Stefano, amministratore del sito, che dopo altre esperienze in giro per il mondo e' approdato in Sud Africa, qui. Ciao Stefano!

I ringraziamenti in ordine sparso sono pericolosi, perche’ rischi di dimenticare e offendere qualcuno che magari ti segue affezionato, quindi non voglio correre il rischio e ringrazio anonimamente tutti quelli che hanno inserito il mio blog nel loro blogroll (e non e’ detto che io li conosca tutti)!